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La storia delle carte Pokémon, il collezionismo diventa fenomeno pop: Federic95 ci porta dietro le quinte del suo nuovo libro

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Author image Dario Vanacore

30 gennaio 2026 alle ore 08:08, agg. alle 08:51

Un mondo dalle tantissime sfumature, quello delle carte Pokémon, e che necessita dei giusti strumenti per essere esplorato con cognizione di causa

Quando si dice “carte Pokémon” si cita, al giorno d’oggi, la quintessenza del collezionismo. Un vero e proprio fenomeno culturale e pop quello che gravita intorno al gioco di carte collezionabili dedicato alle creature di Satoshi Tajiri, il visionario creatore che, nel 1996, diede vita a un mondo destinato a segnare per sempre l’immaginario collettivo.

Trent’anni dopo, d’altronde, siamo ancora qui a parlare di un media franchise che si è espanso a dismisura, tra anime, manga, videogiochi e, per l’appunto, Gioco di Carte Collezionabili Pokémon. Con quest’ultimo che si è a sua volta allargato, abbracciando da un lato componente fisica e dall’altro quella digitale – proprio in questi giorni sono arrivate le nuove espansioni su entrambi i fronti.

Per muoversi nel mondo delle carte Pokémon servono però i giusti strumenti, che fungano da bussola utile a orientarsi. Un validissimo alleato lo si può trovare sicuramente ne “La storia delle carte Pokémon”, il libro di Federic95, pubblicato da Fabbri Editori, che lo stesso autore – un’istituzione in Italia – è passato a raccontarci.


LA STORIA DELLE CARTE POKéMON, UN MEDIA FRANCHISE CHE HA FATTO APPASSIONARE GENERAZIONI

Ciao Federico, lascio a te la parola per le presentazioni di rito, per quanto il titolo del tuo lavoro sia abbastanza esplicativo: cosa troviamo nel tuo libro, "La storia delle carte Pokémon"?

“Ciao a tutti dal vosto Federic! E’ come sempre un piacere essere qui con voi! Nel mio nuovo libro ho voluto fare un passo in più rispetto al passato e abbracciare il mondo Pokémon in maniera ancora più completa e consapevole. La storia delle carte Pokémon parte sempre dagli albori, dalle origini del fenomeno e dalle prime espansioni, ma lo fa con uno sguardo più maturo e strutturato. Ho scelto uno stile quasi enciclopedico, che accompagna il lettore attraverso l’evoluzione del gioco di carte collezionabili: dalle carte storiche a quelle moderne, dalle curiosità alle differenze tra le varie edizioni. L’obiettivo era creare un libro che potesse essere utile e interessante sia per il collezionista esperto, che cerca approfondimenti e riferimenti precisi, sia per chi si avvicina per la prima volta al mondo Pokémon e vuole capirne il valore, la storia e il fascino. È un viaggio pensato per unire passione, cultura collezionistica e divulgazione, rendendo accessibile un universo che oggi è più vivo che mai!”


Quella dei Pokémon è una storia trentennale (l'esordio avvenne nel 1996, quindi questo sarà un anno di grandi celebrazioni): è stato difficile ricostruire tutto il percorso, per arrivare poi ai giorni nostri?

“Ricostruire quasi trent’anni di storia non è stato affatto semplice. Il mondo Pokémon è enorme e molto più complesso di quanto possa sembrare, soprattutto quando si entra nei dettagli. La parte più difficile è stata recuperare le informazioni e il materiale dei primi anni: immagini, dati e contenuti che oggi non sono così immediati da trovare, perché all’epoca tutto era meno documentato rispetto a oggi. Ho dovuto fare un grande lavoro di ricerca, confrontando più fonti per riuscire a ricostruire il percorso in modo corretto e coerente. È stato un lavoro lungo e impegnativo, ma anche molto stimolante. Un supporto nella ricerca è arrivato anche dai miei collaboratori che mi hanno affiancato, e questo ha aiutato a rendere il progetto ancora più solido. Arrivare fino ai giorni nostri, mantenendo una visione chiara e ordinata, è stata una bella sfida, ma anche una grande soddisfazione.”


Momento aneddoto: ci racconti come è avvenuto il tuo "colpo di fulmine" con questo media franchise?

“Il vero colpo di fulmine è arrivato con i cartoni animati. Ricordo che rimasi subito affascinato da quel mondo: i personaggi, le creature, l’idea di avventura e di scoperta continua. Più li guardavo, più sentivo il bisogno di entrarci dentro, di farne parte in qualche modo. Poi, quasi naturalmente, scoprii che esisteva anche un universo legato alle carte. Lì è scattato qualcosa in più: non era solo guardare o giocare, ma poter toccare con mano quel mondo, collezionarlo, studiarlo. Da quel momento sono stato completamente rapito. Le carte sono diventate una porta d’accesso ancora più profonda all’universo Pokémon, e da lì la passione non mi ha più lasciato.”


Quando hai capito che sarebbe divenuto il tuo lavoro?

“In realtà non c’è stato un momento preciso in cui ho capito subito che sarebbe diventato il mio lavoro. All’inizio era solo una passione, coltivata giorno dopo giorno, senza grandi aspettative. Col tempo però l’idea ha iniziato a farsi spazio, quasi a manifestarsi da sola, man mano che investivo sempre più energie in questo mondo. Non è stato facile, soprattutto all’inizio, quando forse ero uno dei pochi a crederci davvero. Ci sono stati dubbi, sacrifici e momenti in cui sarebbe stato più semplice mollare. Ma sono stato ostinato, ho continuato a seguire quella sensazione e a lavorare con costanza. Un passo alla volta, quella passione è diventata qualcosa di concreto… ed eccomi qui.”

UNA PASSIONE CHIAMATA COLLEZIONISMO

Avresti mai immaginato che un “gioco di mostriciattoli" (inevitabilmente c’è chi lo ha definito così) potesse consentirti di crescere - personalmente e professionalmente - tanto? Il tuo percorso è un bel messaggio per tutti gli irriducibili detrattori che troviamo lungo il percorso in ogni frangente e ambito della vita...

“Sinceramente ho sempre creduto nel brand Pokémon e in quello che stavo costruendo. In realtà, e penso abbia fatto la differenza, fin dall’inizio non l’ho mai visto solo come il “gioco” dei mostriciattoli, ma come un mondo enorme, con un valore culturale e creativo fortissimo. Detto questo, forse nemmeno io avrei immaginato una crescita così grande, sia a livello personale che professionale. Il percorso non è stato semplice e non è mai arrivato nulla per caso. Ho lavorato tanto, spesso giorno e notte, mettendoci impegno, costanza e sacrificio. È questo che fa davvero la differenza. Il messaggio che mi sento di dare è chiaro: credere in qualcosa è fondamentale, ma non basta. Se non ci metti il lavoro, la fatica e la perseveranza, le idee restano solo sogni. Quando invece unisci passione e sacrificio, i risultati possono davvero arrivare.”


Gioco di carte collezionabili Pokémon, a oggi, sottintende la quintessenza del collezionismo. Da esperto del settore, come si spiega un fenomeno tanto pervasivo e (incredibile come piacciano a grandi e piccini) anagraficamente trasversale?

“Il successo del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon nasce da una combinazione di fattori molto forti. Da un lato c’è la nostalgia: chi è cresciuto con Pokémon negli anni 90 oggi è adulto, ma continua a sentirsi legato a quel mondo. Dall’altro lato, Pokémon è riuscito a rinnovarsi continuamente, parlando anche alle nuove generazioni senza mai perdere la propria identità. Le carte non sono solo oggetti da collezione, ma raccontano una storia, hanno un valore emotivo e spesso anche competitivo. Inoltre il gioco è accessibile: può essere vissuto in modo semplice da un bambino o in maniera molto più profonda da un collezionista esperto. Questo lo rende trasversale, capace di unire età diverse sotto la stessa passione. È proprio questo equilibrio tra passato e presente, tra gioco e collezionismo, che rende il fenomeno così pervasivo e ancora oggi incredibilmente vivo.”


Cosa consiglieresti a chi, oggi, decidesse di tuffarsi nel mondo del gioco di carte collezionabili Pokémon?

“Il consiglio principale è di avvicinarsi a questo mondo con curiosità e pazienza. Pokémon offre tantissimo, ma è importante non avere fretta e non esagerare, soprattutto all’inizio. Prima di pensare solo al valore economico delle carte, secondo me è fondamentale approfondire il brand, la sua storia e il suo passato. Capire da dove nasce il Gioco di Carte Collezionabili aiuta davvero a coglierne l’essenza e a fare scelte più consapevoli. Collezionare non significa solo accumulare, ma anche conoscere, imparare e apprezzare quello che si ha tra le mani. Perseverare è importante, ma sempre mantenendo un approccio sano e personale. Quando la passione viene prima di tutto, il resto arriva in modo naturale.”


Sguardo al futuro: hai nuovi progetti in cantiere per il prossimo futuro? Come sarà il Federic95 di domani?

“Chi mi conosce lo sa: faccio molta fatica a stare fermo. Sono sempre pieno di idee e con la testa già proiettata al prossimo progetto, a nuovi modi per coinvolgere i fan e avvicinare ancora più persone a questo mondo. È una cosa che mi viene naturale, ormai anche quando dormo il cervello continua a lavorare e a immaginare nuovi orizzonti! Il Federic95 di domani sarà sicuramente in continuità con quello di oggi: stessa passione, stessa voglia di condividere, ma con progetti sempre più strutturati e ambiziosi. L’obiettivo resta quello di crescere, sperimentare e sorprendere, senza mai perdere l’entusiasmo che mi ha portato fin qui.”

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