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I migliori libri da leggere per ogni età, diamo uno sguardo a “La piccola bottega di Kobe” e a “La malinconia delle storie sospese”

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Author image Dario Vanacore

16 maggio 2026 alle ore 00:26, agg. alle 00:32

Combo di storie dai connotati esotici, che guardano a oriente per collocazione geografica o anche soltanto per le atmosfere che sono in grado di evocare

Aprire lo spazio del fine settimana dedicato ai migliori libri da leggere per ogni età vuol dire prepararsi a viaggi in grado di portarci ovunque. Destinazioni esotiche reali, vicine o lontane, o anche di fantasia: è questo il potere della scrittura, che rende possibile ogni cosa, sempre a patto che ci sia la giusta dose di creatività ad alimentare la “macchina”.

E di viaggi, nel corso delle settimane, ne abbiamo fatti un bel po’. Basti guardare agli ultimi appuntamenti del nostro spazio dedicato al mondo dell’editoria per capire di cosa si parla: da “Dove cadono le stelle” a “Il suo odore dopo la pioggia”, da “Smuoverò l’inferno” a “Happy Head: Sogni d’infelicità”, si può tranquillamente dire che ce ne sia per tutti i gusti.

Cambiano i protagonisti ma non cambia la verve della rubrica, che spesso guarda con interesse alle novità che arrivano da firme orientali. Questa settimana la scena è tutta per:

- "La piccola bottega di Kobe" di Kyoko Hasumi (Piemme)

- "La malinconia delle storie sospese" di Minsoo Kang (Editrice Nord)


LA PICCOLA BOTTEGA DI KOBE, UNA PENNA PER I TUOI PENSIERI

È un momento itinerante dalle atmosfere esotiche quello che caratterizza l’appuntamento di questo fine settimana dedicato ai migliori libri da leggere per ogni età. La presenza sugli scaffali di titoli che arrivano da oriente non è ormai più una novità, con la narrativa nipponica e coreana, in particolar modo, che ha assunto un rilievo sempre più consistente con il passare del tempo. Il merito va ai contenuti che animano le storie, in grado di concentrare le attenzioni di lettori e lettrici su elementi semplici, ma in grado di articolare racconti dal ricchissimo concentrato di emotività e sensibilità.

A questa schiera di titoli appartiene "La piccola bottega di Kobe", il libro di Kyoko Hasumi che arriva sugli scaffali italiani grazie a Piemme. Un libro che, per gli appassionati di Harry Potter, potrebbe avere delle vibes molto particolari grazie alle premesse su cui si fonda la storia. Da un lato – nella saga di J.K. Rowling – c’era il negozio di bacchette di Ollivander. Dall’altro, nel titolo di Hasumi, un negozio – immerso nel quartiere di Kobe – in cui è possibile trovare penne che custodiscono il fascino d’altri tempi.

Una bottega che vive quasi una sospensione dal tempo, con il proprietario, il signor Fuyuki, che ha una serie di doni: il primo, funzionale al suo mestiere, quello di riuscire a riparare con estrema precisione le penne stilografiche; il secondo, analogo ma diametralmente opposto per ambito di applicazione, è riuscire a “riparare” gli esseri umani tormentati. Tutto questo entrando in contatto con la penna, che con il solo sguardo gli offre la conoscenza relativamente a ciò che ne turba il proprietario o la proprietaria.

È in questo contesto narrativo che entra in scena Sawa, una giovane studentessa in cerca di sé stessa e del proprio personale percorso, che trae giovamento dalle tante storie che passano tra le mura del negozio. Ogni racconto e ogni peripezia la spinge a trovare la giusta forza interiore per affrontare i propri turbamenti. Una storia dai connotati sognanti, tipici della sensibilità giapponese, che sa sempre come offrire una differente prospettiva per affrontare la vita e le asperità che questa pone sul nostro percorso.

LA MALINCONIA DELLE STORIE SOSPESE, AFFASCINANTI INCONTRI TRA MITO E REALTÀ

Come precedentemente anticipato, non si discosta di molto – almeno idealmente - la localizzazione dell’ambientazione che troviamo anche nel secondo titolo incluso nella selezione di questa settimana dei migliori libri da leggere per ogni età. Idealmente, dicevamo, perché c’è da considerare le tinte oniriche, sognanti e a tratti fiabesche, che ammantano la narrazione.

Si intitola “La malinconia delle storie sospese” ed è il libro di Minsoo Kang che arriva in Italia grazie a Editrice Nord. Un racconto, proveniente da una penna coreana che vive negli Stati Uniti, che richiama alla memoria i celeberrimi “c’era una volta”. Per quanto la parentesi che affonda nella fantasia (o forse no, chi può mai dirlo) sia definita. A dettare i tempi della storia troviamo un cantastorie chiuso in cella e con un destino apparentemente già scritto.

I tempi in cui ordiva trame – questo si dice di lui – sembrano essere giunti a conclusione quando l’imperatore, solleticato dalle voci sul suo conto arrivategli all’orecchio, lo ha convocato a corte. Da lì, per tre anni, il compito del cantastorie è stato quello di trascrivere i racconti di cui si faceva portavoce, tra magie e divinità, in un mix di finzione e realtà, resoconto e mito. Storie che, tramandate nel tempo, finiscono per stuzzicare la curiosità e la ricerca di verità di chi, di quest’ultima, ne ha fatta una professione.

Come lo storico che troveremo tra le pieghe del racconto, già protagonista di smascheramenti eclatanti, in materia di falsi miti, che pare aver fiutato la sua nuova preda. Ricostruzione storica e una consistente spolverata di mito daranno a chi è in cerca del giusto equilibrio narrativo - tra verità e finzione, realtà e immaginazione – pane per i propri denti, in un romanzo che vive di sospensioni nel tempo e nello spazio.

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