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Tutto bene tranne il resto, il nuovo fumetto di Claudio Marinaccio: racconti brevi di vita vissuta utili a fare un bilancio

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Author image Dario Vanacore

18 gennaio 2026 alle ore 12:29, agg. alle 12:35

La vita è fatta di momenti, che restano impressi nei ricordi e, a volte, non solo lì: ed è attraverso quelli che si fa un tuffo nel passato e nella memoria

Quello dei fumetti è un medium artistico in costante crescita, soprattutto negli ultimi decenni. Un prodotto che da sempre è stato identificato come “intrattenimento” per i più piccoli, grazie alla capacità di rappresentare mondi di fantasia – come quelli degli ecosistemi supereroistici – e far viaggiare la mente grazie ad avventure dal respiro epico.

Ma il medium fumettistico è uno strumento che sta consentendo a nuove forme di espressione di emergere e di raccontare storie anche dalla fortissima componente introspettiva. Come quella che troviamo all’interno di “Tutto bene tranne il resto”, il lavoro di Claudio Marinaccio pubblicato da HarperCollins che, con la giusta dose di ironia, traccia una linea e si incarica di fare un bilancio di vita dell’autore fino a oggi. Il tutto passando attraverso momenti salienti particolarmente rappresentativi.


TUTTO BENE TRANNE IL RESTO, LA CONSAPEVOLEZZA DELL’ETÀ ADULTA

Ciao Claudio, ti faccio la classica domanda rompi ghiaccio: cosa troviamo nel tuo "Tutto bene tranne il resto"?

“Dentro ci troviamo nove storie a fumetti che era da molto tempo che volevo raccontare e che hanno preso la forma del racconto. Anche perché io amo lavorare in sottrazione e arrivare alla vera essenza di quello che volevo raccontare. Dentro ci sono tanti temi che mi stanno a cuore: Juve, famiglia, Torino, amore, Cile, olocausto, problemi alimentari ed emotivi, donne e dipendenze.”


Potremmo definirlo un po' il tuo "Nel mezzo del cammino di nostra vita..."? D'altronde - senza fare spoiler - il sommo Dante fa una comparsata in uno dei racconti...

“Effettivamente ho un'età in cui sono - almeno secondo le statistiche - a metà di un percorso che finirà come finisce sempre (anche senza spoiler sappiamo tutti come finirà). A parte le battute mi ritrovo a essere adulto in un mondo in cui passi dall'essere giovane all'essere vecchio in un lasso di tempo abbastanza breve. Ma a me piace vivere questo momento ed essere un adulto, perché ho la possibilità di guardare indietro e raccontare cosa vedo con una consapevolezza diversa, più bella. Noi italiani abbiamo avuto la sfortuna che la più grande opera di sempre sia anche la prima in assoluto nella nostra lingua. Quindi è impossibile non confrontarci con l'opera del sommo poeta. Opera che, tra l'altro, io amo.”


Ecco, li abbiamo tre cantiche e trentatre canti (più una! Reminescenze dalla scuola...), nel tuo libro invece troviamo nove storie brevi che vanno a comporre un mosaico ampio. È un po' il tuo album dei ricordi di momenti segnanti e insegnanti? E cosa hanno insegnato?

“Allora, io ho pensato a questo fumetto come se fosse un album musicale con diverse sonorità all'interno, racconti singoli che si autoconcludono ma che, una volta lette, tutti insieme creino una narrazione unica. Diciamo che forse mi hanno insegnato che, nonostante tutte le storture, vale la pena vivere la vita. Ci sono imprevisti, intoppi, ma poi, se si persevera, si può trovare la strada giusta. Ad esempio, io la mia strada l'ho trovata a 38 anni, ed è fare fumetti e disegnare. Ma per arrivarci mi sono perso mille volte, e alcune ero persino convinto che fosse quella giusta, ma non lo era. Ora sto bene, il resto conta poco.”



NOVE MOMENTI SEGNANTI E INSEGNANTI

A questo punto ne approfitterei anche per un "fuoripista" motivazionale: cosa ti senti di dire a chi oggi, più o meno giovane, si sente smarrito e non trova la propria direzione?

“Guarda, io non ho nulla da insegnare e non voglio farlo mai. Io faccio arte, e quello che ho da dire lo dico attraverso le mie storie e i miei disegni. E spero di non essere mai didascalico. Detto questo, c'è una frase di Philip Roth che sintetizza tutto quello che penso e che può aiutare chi non sa dove andare: "l'ostinazione, non il talento, ha salvato la mia vita!"”


Una citazione che speriamo possa essere utile a chi ci legge. Tornando al tuo libro, nove racconti per nove momenti più o meno lunghi della tua vita. Hai dovuto fare scelte su cosa includere e cosa no? E, nel caso, c'è qualcosa che è rimasto fuori, ma che merita menzione?

“Quando ho iniziato a lavorare al fumetto non sapevo tutto quello che avrei raccontato. Vorrei che si capisse, per chi non l'ha letto, che non si tratta di una mia autobiografia, ma di una selezione di nove momenti che "dovevo" raccontare. E sì, c'è una cosa che ho deciso di lasciare fuori: nel mio primo fumetto avevo raccontato la mia esperienza con il tumore, che ho avuto al braccio, e le successive cure. Per scelta questa volta non l'ho nemmeno citato. Perché ho pensato che non sono solo la mia malattia, e che era un rifugio troppo facile dove nascondersi e richiamare l'attenzione. Quindi una grossa parte di me è rimasta fuori. Ma per scelta.”


Sei molto attivo sul fronte dei social: come cambia - se cambia - la tua narrativa dal digitale al cartaceo?

“Guarda, i social sono uno spazio interessante di condivisione e di "primo impatto". Hai un ritorno immediato. Io cerco sempre di lavorare in maniera coerente, ma sicuramente la carta permette un più ampio respiro e non c'è bisogno di un'immediatezza. Infatti nel libro si richiede uno sforzo maggiore da parte del lettore.”


Prima hai detto che hai pensato a questo fumetto come se fosse un album musicale. Se dovessi associare il tuo libro a una canzone reale che lo identifichi, a quale lo faresti corrispondere?

“Domanda davvero difficile, anche perché durante la realizzazione del libro ho ascoltato tantissima musica, e la musica influenza sempre tutto... me ne devi concedere due: “Tutti i miei sbagli” dei Subsonica ed “È finita la pace” di Marracash.”


Andata! Ora, il bilancio su passato e presente è stato fatto. Per il futuro? C'è qualcosa che bolle in pentola?

“Per me il futuro non esiste. È solo un concetto mentale. Ogni attimo è presente e poi diventa passato. Non c'è realmente quello che ancora non esiste. Esiste solo nel momento che avviene. Quindi cerco ancora più consapevolezza nel presente, e di essere dentro ogni momento.”


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