The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, un grande viaggio dal potente fattore nostalgia
28 giugno 2026 alle ore 12:00, agg. alle 21:58
Gli elementi che hanno fatto la fortuna degli RPG nipponici in salsa fantasy tornano in primo piano nel nuovo videogioco di Square Enix
C’erano una volta i videogiochi di ruolo fantasy di matrice nipponica. Si trattava di titoli che, a fronte di un comparto grafico essenziale, puntavano tutto sulla componente narrativa e su equilibri di gameplay ben studiati. Massimo risultato con il minimo sforzo, verrebbe da dire, eppure non era proprio così. Perché dietro ogni personaggio, dietro ogni intreccio di trama e dietro il bilanciamento dei combattimenti c’era tanta ricerca, e soprattutto tanta passione.
C’era una volta, come recitano nell’incipit le favole, ma fortunatamente ci sono ancora. Non poteva essere altrimenti per un segmento di mercato come quello degli RPG fantasy che, ancora oggi, risultano essere uno dei motori trainanti del mercato videoludico. Come dimostra l’accoglienza di cui ha goduto proprio in questi ultimi giorni “ The Adventures of Elliot: The Millennium Tales”, il nuovo progetto targato Square Enix.
Un calore che non sorprende, considerando il nome appena citato in qualità di responsabile del progetto, e che porta la mente a viaggiare a ritroso nel tempo, verso i grandi classici del genere. Da “Final Fantasy” a “Dragon Quest”, passando per “Kingdom Hearts”: qualità (delle produzioni) e quantità (di copie vendute) che hanno alimentato senza sosta la fantasia di generazioni differenti nel corso dei decenni.
UN VIAGGIO FANTASY EPICO VI ATTENDE
Inserirsi in un ecosistema affollato come quello dei videogiochi di ruolo di matrice nipponica può finire per essere una lama a doppio taglio. Da un lato si ha a disposizione un bacino d’utenza adeguatamente affollato verso cui proporsi, e questo tanto sul fronte del mercato orientale quanto su quello internazionale. Dall’altro il pericolo è quello di essere vulnerabili a critiche che arrivano da palati affinati da centinaia e centinaia di ore macinate all’interno di titoli di questo specifico genere.
Un rischio più che calcolato nello specifico caso di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, che arriva sugli scaffali a spalle larghe grazie alla supervisione di Square Enix. Si tratta di un videogioco che, come avviene con i grandi classici del genere, promette di trasportare gli utenti all’interno di un mondo di gioco peculiare – per stile e ambientazioni – con una trama ispirata a fare da collante alle diverse situazioni di gioco.
Gli ingredienti per un grande viaggio ci sono tutti. C’è un mondo selvaggio da esplorare (e, perché no, anche da salvare, già che ci siamo); c’è l’eroe di turno, un impavido avventuriero chiamato a scrivere la storia con le proprie imprese, con un cast di personaggi chiamato a gravitare intorno a lui nel corso delle vicende; ci sono i viaggi nel tempo. Un mix di elementi che collaborano nella creazione di una ricetta in grado di stuzzicare i palati più differenti, grazie al respiro epico che ammanta l’intera produzione.
UN TRIBUTO AI CLASSICI DEL GENERE, MA CON UN PIGLIO MODERNO
Come sempre, non ci addentriamo ulteriormente nello svelare gli elementi narrativi. Il piacere della scoperta ha un suo peso specifico nell’economia di giochi come The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, e non c’è alcun motivo per privarvene. Quello su cui invece possiamo porre l’attenzione è tutta l’impalcatura tecnica che sorregge la produzione di Square Enix.
Siamo al cospetto di un gioco HD-2D, una dicitura molto specifica che ha dei connotati ben definiti. Si tratta di una scelta grafica che sfrutta le ambientazioni in due dimensioni dando però alle stesse connotati tridimensionali. Il risultato sono personaggi in pixel-art calati all’interno di scenari esteticamente simili a diorami. Una combo in grado di pizzicare le corde della nostalgia negli appassionati più stagionati e, al contempo, di sfruttare le possibilità offerte dalle tecnologie di ultima generazione.
Se un tempo optare per questa tipologia di veste grafica era una necessità dettata dalle capacità degli hardware a disposizione degli addetti ai lavori, oggi è una scelta artistica vera e propria. Ed è quindi più che lecito aspettarsi grandi cose dal team di sviluppo. Anche perché avere a disposizione un mondo di gioco che sappia gratificare lo sguardo che vi si posa su è essenziale per un titolo che fa dell’esplorazione parte della sua ragion d’essere. Si gira in cerca di bottino e di sfide secondarie da completare, il tutto nell’ottica di arrivare pronti agli scontri che chiederanno un giusto grado di preparazione per poter essere completati con profitto, riuscendo così ad andare avanti nella storia principale.
Il cuore pulsante dell’esperienza ludica di The Adventures of Elliot: The Millennium Tales risiede proprio in queste fasi di gioco. I combattimenti, gestiti con un sistema in tempo reale, sapranno risultare gratificanti. Allo stesso modo delle boss fight, le battaglie contro i “nemici finali” di turno, che metteranno alla prova le capacità degli utenti pur senza risultare frustranti. In sostanza, quello di Square Enix è un ottimo videogioco – che strizza l’occhio a grandi classici come “The Legend of Zelda” – che, pur non raggiungendo l’eccellenza assoluta, riesce bene in quello che è il suo compito: intrattenere e far viaggiare con la fantasia, anche se comodamente seduti nel salotto di casa propria.