Stranger Things riscrive gli ascolti 2026 della Gen Z
05 gennaio 2026 alle ore 15:19, agg. alle 15:25
Dalla colonna sonora alle classifiche: Bowie e Prince tornano protagonisti grazie al finale della serie Netflix
Con il finale di Stranger Things 5, la serie Netflix non ha solo chiuso un decennio di successi televisivi: ha riacceso i riflettori sulla grande musica del passato, trasformandola in una scoperta per la Gen Z. Altro che nostalgia: per molti giovani ascoltatori, Bowie e Prince sono nomi nuovi da esplorare, non ricordi da rivivere.
ASCOLTI DA HEROES PER L'ULTIMA PUNTATA DI CAPODANNO
Il primo segnale è arrivato a Capodanno, quando Netflix ha trasmesso l’episodio conclusivo della serie. A chiudere la storia è Heroes di David Bowie, scelta potente e simbolica che accompagna un segmento animato finale al posto dei classici titoli di coda. Il risultato? Un episodio da record con 59,6 milioni di visualizzazioni, il miglior debutto di sempre per un titolo in lingua inglese sulla piattaforma. La decisione, come raccontato sui canali ufficiali dell’artista, è nata da un’idea di Joe Keery (Steve Harrington), che oltre a essere attore è anche musicista con il progetto Djo.
NON SOLO BOWIE, LA GEN Z INCORONA IL PRINCE
Ma l’effetto Stranger Things non si è fermato a Bowie. Secondo dati esclusivi diffusi da Variety, il catalogo di Prince ha registrato un vero boom su Spotify dopo il finale di stagione. Purple Rain ha segnato un +243% negli streaming globali, con un incredibile +577% tra gli ascoltatori Gen Z. When Doves Cry ha fatto registrare un +200% globale e +128% tra i più giovani. Complessivamente, l’intero catalogo di Prince è cresciuto del 190%, con un +88% nella fascia Gen Z.
UNA SCOMMESSA RISCHIOSA MA VINCENTE
I due brani accompagnano alcune delle scene più emotive del finale: dalla preparazione dello scontro decisivo contro il Sottosopra fino al momento più drammatico, quando Undici sembra sacrificarsi per salvare tutti. Una scelta tutt’altro che scontata, considerando che le canzoni di Purple Rain sono state raramente concesse in licenza per serie TV. Come hanno raccontato i fratelli Duffer, è stata una scommessa rischiosa ma vincente. Un’operazione che unisce storytelling, musica e strategia culturale, dimostrando che le grandi canzoni non hanno età. E che, grazie a Stranger Things, possono tornare a essere protagoniste del presente.