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NBA 2K27, al via una nuova stagione videoludica per la pallacanestro americana

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Author image Dario Vanacore

20 settembre 2026 alle ore 12:00, agg. alle 01:21

Un franchise che, anno dopo anno, si perfeziona con correzioni mirate in grado di dare ulteriore equilibrio a una formula che funziona e convince

Il mese di settembre rappresenta un po' il "capodanno" – con buona pace della notte a cavallo tra il 31 dicembre e il 1 gennaio – sotto numerosi punti di vista. Si riprendono a pieno regime le attività, dopo il break estivo che speriamo abbia permesso di ricaricare le batterie. Scuola, lavoro e lo sport: tutto è nuovamente al suo posto, e in quest'ultimo caso si parla tanto di quello praticato a livello amatoriale da ognuno di noi, quanto di quello professionale che anima anche i palinsesti televisivi.

In tandem con le nuove stagioni che ripartono e chiamano in causa i campioni nelle diverse discipline, anche il mondo dei videogiochi fa lo stesso con le controparti digitali. Ad aprire le danze, in questo caso, è NBA 2K27, il simulatore di pallacanestro targato 2K e Visual Concepts, che torna sotto i riflettori con il consueto (e generosissimo) carico di contenuti. Un pacchetto invidiabile che lo rende uno dei punti di riferimento nel proprio ambito di competenza, i videogiochi a carattere sportivo.


NBA 2K27, UN SUCCESSO COSTRUITO NEI DECENNI

Un marchio di videogiochi solido come quello che, in questa occasione, porta NBA 2K27 sugli scaffali è frutto di lavoro sodo che va avanti in un arco temporale parecchio ampio. Nulla accade per caso, soprattutto in un’industria che richiede investimenti sostanziosi – in termini economici e di risorse umane impegnate dietro le quinte – e che, al contempo, risulta essere fortemente punitivo di fronte a debacle clamorose.

Ogni passo va soppesato adeguatamente, prendendo costantemente il polso della propria community di riferimento, al fine di capire se gli eventuali cambi di rotta siano stati digeriti in maniera ottimale o se, al contrario, fossero risultati indigesti. È questo, in sostanza, quello che 2K ha fatto nel corso della sua gestione del franchise, che va avanti da oltre un ventennio.

Anni in cui si è sperimentato, inserendo progressivamente nuovi elementi e levigando gli angoli vivi che creavano dolorose spigolosità per i fan di lungo corso. Un lavoro certosino che, edizione dopo edizione, ha perfezionato la produzione fino a renderla un lodevole punto di riferimento per l’intero settore delle produzioni videoludiche a carattere sportivo. Ed è un lavoro che si proietta costantemente verso il futuro, come dimostra l’audacia espressa dal team di sviluppo anche in questa occasione.

L’ATTACCO È LA MIGLIOR DIFESA, MA NON È L’UNICA COSA CHE CONTA

Squadra che vince non si cambia, ovviamente, ma si può fare in modo che, modificando quel tanto che basta l’assetto, possa continuare a vincere in maniera ancora più convincente. È quello che da tempo Visual Concepts e 2K si sono autoimposti, per dar vita a un percorso lineare che non spaesasse i fan di lungo corso; ma che, al contempo, non ristagnasse nel “more of the same”, una minestra riscaldata che, anno dopo anno, rischiasse di annoiare gli appassionati.

Quello che era apparso evidente, nelle ultime edizioni della serie, era come la fase offensiva nel corso delle partite fosse preponderante, a discapito di quella difensiva. Qualcosa che rendeva sì gli incontri particolarmente entusiasmanti sul fronte realizzativo, con i punteggi che assumevano connotati clamorosi, ma che al contempo poteva rischiare di generare frustrazione in chi vedeva vanificato ogni sforzo profuso nel tentativo di arginare l’avversario.

La prima ottimizzazione che troviamo in NBA 2K27 è una ricalibrazione tra le due fasi, che ora risulteranno maggiormente equilibrate tra loro. In una condizione del genere conterà quindi molto l’abilità personale nel saper leggere l’avversario, per quanto anche le skill dei giocatori che controlleremo avranno un loro peso specifico nell’esito degli uno-contro-uno.

Ovviamente, se da un lato la difesa ha così subito un boost in termini di performance, dall’altro anche l’attacco è stato ricalibrato. Rispetto al passato sarà dunque necessaria maggiore pazienza e soprattutto pianificazione strategica delle azioni di gioco per riuscire a portare a segno un canestro. Chiaramente nessuno vieterà di provare a pescare il jolly con un tiro perfetto, per quanto la difficoltà nel confrontarsi con una difesa più performante renderà le cose molto più ostiche e forse controproducenti.


L’NBA COME IN TELEVISIONE, TRA SPETTACOLO IN CAMPO E ATMOSFERE SUGLI SPALTI

Un pacchetto di contenuti come sempre ricchissimo, quello con cui 2K e Visual Concepts hanno infarcito 2K27. Tante modalità per tutti i gusti e tutte adeguatamente stratificate, in modo da offrire il giusto grado di complessità a ogni tipologia di utente che si interfaccerà con il titolo, sia esso il lupo solitario in cerca di sfide in singleplayer, sia invece un “animale da mischia” pronto a proiettarsi nel dinamico mondo online del multiplayer. Riuscire a scendere nel dettaglio di ognuna di esse richiederebbe muri di testo che rischierebbero più di spaventare che di incuriosire. L’esatto opposto di quanto avviene una volta lanciato il gioco: l’utente viene risucchiato in un vortice in grado di tenerlo incollato allo schermo per una stagione intera, giusto il tempo d’attesa per il capitolo successivo.

Tornando a noi, quello che colpisce – lo fa ogni anno, e a ogni iterazione del franchise sempre quel pelino in più – è sicuramente la grandissima cura riposta nel comparto artistico del videogioco. Parliamo di una produzione che ormai rasenta la perfezione, in termini di fedeltà alla controparte reale, sintomo chiaro ed evidente che gli addetti ai lavori stanno spremendo a dovere le possibilità tecniche offerte dagli hardware dell’attuale generazione.

Lo spettacolo in campo – dove gli atleti si muovono con naturalezza e anche la giusta goffaggine, quando serve – è solo una parte del tripudio visivo che anima le partite di NBA 2K27, incasellate alla perfezione dalla cornice di pubblico che dona al tutto un colpo d’occhio a cui è difficile restare impassibili. Ancora una volta il titolo di 2K e Visual Concepts si impone come pretendente allo scettro di “re dei simulatori” sportivi. E a ragione, considerando la quantità e la qualità, oltre alla grande costanza sul lungo periodo, dimostrata anno dopo anno. Chapeau.

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