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Marvel’s Wolverine, un nuovo videogioco che esalta il mondo dei fumetti sui supereroi

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Author image Dario Vanacore

27 settembre 2026 alle ore 12:00, agg. alle 23:53

L’universo videoludico Marvel si espande con una nuova produzione, che questa volta mette sotto i riflettori l’artigliato canadese degli X-Men

Ci sono epoche videoludiche che, nella memoria dei fan di lungo corso, si ricollegano in maniera quasi automatica ad alcuni videogiochi. Dire anni ’70 si traduce quasi automaticamente in “Pong” e “Space Invaders”, così come gli anni ’80 riportano alla memoria grandi icone divenute rappresentative del medium stesso, quali “Pac-Man” e “Super Mario”. Gli anni 90’, dal canto loro, hanno visto crescere le performance delle piattaforme di gioco, che hanno permesso passi in avanti che hanno permesso la nascita di saghe che resistono ancora oggi, come “Metal Gear Solid” e “Resident Evil”. Un’evoluzione, quella dei videogiochi e delle piattaforme di riferimento, che ha portato a un grande classico senza tempo come “GTA San Andreas” a chiudere la generazione di PS2 e Xbox, e poi all’approdo, nell’era PS3, di titoli come “Uncharted”.

Quello che appare evidente è che, nonostante il grande seguito e il potentissimo appeal che esercitano sulla propria community di riferimento, i supereroi non hanno in quegli anni mai avuto il tributo che avrebbero meritato. E non che siano mancate le occasioni, sia ben chiaro, ma proprio per rendere loro omaggio eviteremo di andare a scavare nel baule dei ricordi. L’unica eccezione, se proprio volessimo, è rappresentata dal picchiaduro “Marvel Super Heroes vs. Street Fighter”, oltre il quale c’è ben poco da recuperare.

La storia recente, da poco meno di vent’anni a questa parte, ha portato a una fortissima inversione del trend. Il cambio di marcia c’è stato grazie a Rocksteady Studios che, con il suo lavoro sul personaggio del Cavaliere Oscuro – nella saga “Batman Arkham”, partita nel 2009 – ha posto pietre angolari solide per i futuri lavori videoludici a tema supereroistico. È probabilmente grazie a loro che Insomniac Games ha avuto chiara la linea da seguire nel lavorare ai videogiochi dell’Uomo Ragno – “Marvel’s Spiderman” (2018), Marvel’s Spider-Man Miles Morales” (2020) e “Marvel’s Spider-Man 2” (2023) – inanellando così una serie di successi di pubblico e critica. È sull’onda lunga di quel lavoro che lo stesso studio di sviluppo è tornato sotto i riflettori con “Marvel’s Wolverine”: protagonista del titolo, in esclusiva su PS5, l’artigliato canadese interpretato al cinema da Hugh Jackman.


MARVEL’S WOLVERINE, ALLA SCOPERTA DEL PERSONAGGIO

Prima di proiettarci verso i contenuti che Marvel’s Wolverine porta in dote, facciamo un passo indietro andando a riscoprire le origini del personaggio al centro delle vicende. Al secolo James "Logan" Howlett, il personaggio (canadese) nasce dagli sforzi congiunti di Len Wein, del disegnatore Herb Trimpe e di John Romita Sr., con la prima apparizione ufficiale che avviene sull'albo The Incredible Hulk #180 dell'ottobre 1974.

Wolverine appartiene alla razza mutante, complice il DNA che differisce da quello degli esseri umani per la presenza del cosiddetto “Gene X”. Il suo, nella fattispecie, lo dota di un fattore di guarigione fuori dal comune, che gli permette di riprendersi quasi subito anche dalle peggiori ferite. A questo si unisce lo scheletro rivestito di adamantio, un metallo indistruttibile di cui è stato “dotato” nel progetto “Arma X”, con l’aggiunta di artigli retrattili che gli spuntano dalla mano.

Si tratta di un supereroe tutt’altro che canonico, considerando il suo modo di agire, che differisce in maniera sostanziale rispetto a quello di altri supereroi. Non lesina infatti sull’uso della forza, talvolta anche letale, preferendo la solitudine alla vita comunitaria. Qualcosa che però, nel tempo, non gli ha impedito di unirsi al super gruppo degli X-Men.

“SNIKT!”: LA TAGLIATA È SERVITA

La premessa fondamentale da fare prima di approfondire l’aspetto contenutistico di Marvel’s Wolverine è una: ricordate l’approccio ludico proposto dai precedenti lavori targati Marvel di Insomniac Games? Sì? Bene, rimuoveteli. Questo nuovo videogioco si muove in maniera totalmente diversa sotto alcuni specifici aspetti, pur senza cassare ogni cosa. Una mossa lecita e doverosa, considerando le caratteristiche che differenziano in maniera sostanziale l’arrampicamuri e l’artigliato canadese.

La libertà di movimento dei tessiragnatele – tra agilità fisica e quindi di andarsene a zonzo in free roaming attraverso gli scenari – cede in questa occasione il passo a un personaggio che si comporta in maniera diversa, anche complice una differente anatomia. Basso, tozzetto (e anche peloso), con una furia animale indomita e indomabile ad alimentarne la foga battagliera: sarebbe molto difficile vederlo volteggiare attraverso lo skyline di Manhattan. Questo, pad alla mano, si traduce in un gioco dove l’esecuzione delle combo – per dovere di cronaca, non eccessivamente complesse ma, al contempo, molto soddisfacenti da vedere – si trasforma su schermo in un tripudio di elementi splatter. Impossibile aspettarsi qualcosa di diverso, ragionandoci bene, considerando la peculiare arma “a scomparsa” che nasconde nelle sue mani, e che è pronto a sfoderare con il classico “snikt” d’accompagnamento.

Questo, in termini pratici, porta a due dirette conseguenze. La prima è relativa all’aspetto artistico del gioco, che finisce per essere connotato da una forte componente coreografica. Il secondo è relativo alla crescita del personaggio che, seppur non brilli per profondità, consente di far evolvere le abilità, aggiungendo il giusto pepe (e ulteriore varietà) agli elementi a disposizione dei giocatori. Sottolineiamo però, a scanso di equivoci, come la semplicità di esecuzione e la concatenazione delle diverse mosse, durante i combattimenti, non si traduca in automatico in un gioco semplice: gli avversari sapranno sempre e comunque rendere pan per focaccia, ostacolando il cammino del protagonista.


QUESTIONE DI EQUILIBRI

È abbastanza chiaro che in Marvel’s Wolverine, così come nei precedenti lavori targati Insomniac Games, un ruolo cruciale lo abbiano le vicende narrate dalla storia. Non ci si può aspettare nulla di diverso, considerando la provenienza del personaggio e i suoi trascorsi fumettistici ultracinquantennali. Al contempo, la cura della narrativa necessita del rispetto che si confà a un personaggio con un passato editoriale di tale spessore alle spalle. E, ovviamente, alla sua fanbase.

Non scenderemo nei dettagli di cosa la storia riguarderà (forse qualcuno avrà già sbirciato online: non alimenteremo gli spoiler qui, ndr). Basti sapere che le circa quindici ore necessarie per arrivare ai titoli di coda sapranno intrattenere come ci si aspetterebbe da una produzione che reca la firma di chi ha curato le altre produzioni “Marvel’s”.

Anche la longevità appena citata risulta perfetta per valorizzare al meglio ogni elemento del gameplay, senza rischiare di sfociare in una facile ripetitività delle dinamiche ludiche. Tirando le somme, Marvel’s Wolverine è un ottimo prodotto, che non cerca di strafare, ma che fa ben più del compitino. Una prova di qualità che sottolinea come il mondo dei videogiochi, per la “Casa delle Idee”, possa trasformarsi in qualcosa di molto simile al MCU, il Marvel Cinematic Universe. Che ci sia qualche altro supereroe in lista, dopo l’arrampicamuri e l’artigliato?

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