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L’isolo, dagli “Scarabocchi” a un’unica storia ad ampio respiro: Maicol & Mirco di porta dietro le quinte del suo graphic novel

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Author image Dario Vanacore

07 marzo 2026 alle ore 22:42, agg. alle 22:46

Riflessioni filosofiche sulla vita (e non solo) da parte di un personaggio che vive una consapevole solitudine

Quello dei fumetti è un mercato editoriale che vive un costante e instancabile fermento. Sono tanti gli artisti e le artiste, gli autori e le autrici che, con il loro lavoro, nutrono la fantasia e la voglia di storie sempre nuove degli appassionati. E questo in ogni segmento del mercato in questione, dai comics a sfondo supereroistico ai manga di matrice orientale, passando per i graphic novel e tanto altro ancora.

Un’evoluzione continua in cui è bello perdersi, per poi ritrovarsi all’interno di storie che, insospettabilmente, potrebbero parlare anche un po’ di noi. Un po’ come accade ne “L’isolo”, il fumetto di Maicol & Mirco pubblicato da Bao Publishing. Un lungo racconto a base dei suoi iconici Scarabocchi che l’autore è passato a raccontarci in prima persona, portandoci dietro le quinte, a confronto con il suo processo creativo.


L’ISOLO, UNA STORIA DI SOLITUDINE DAL PERFETTO EQUILIBRIO (O QUASI)

Ciao Michael, bentrovato! Cominciamo subito con le presentazioni di rito: cosa troviamo nel tuo nuovo libro, "L'isolo"?

“La solitudine, dietro cui si affolla l’umanità. Le persone sole sono la comunità più numerosa del pianeta. Dentro a L’Isolo vive una di queste persone. Abita su un’isoletta minuscola, soddisfatto e risolto, finché il perfido autore non lo molesta con un’invasione. L’isolo è un libro superiore alla mia scrittura. Una storia che, con un autonomo colpo di reni, mi ha lasciato tramortito e in lacrime.”


"Nessun uomo è un'isola" scriveva Thomas Merton nel 1955. Tu però la pensi tanto diversamente da creare proprio un "personaggio-isola"...

“Nel libro non si evince se sia l’uomo ad aver cercato l’isola o l’isola l’uomo: quello che è certo è che un equilibrio perfetto, interrotto solo per diventare una rincuorante tragedia. Per i mesi a cui ho lavorato al libro, ho vissuto muto davanti a lui, a mollo nell’oceano. Il personaggio era su un’isola, l’autore in mare.”


È un progetto diverso rispetto a quelli con cui sei precedentemente arrivato in libreria, simile nella forma ma differente nella sostanza. Come mai questa scelta?

“Le mie storie sono tutte diverse, ma questa è incredibilmente diversa: manca la morte. Eppure c’è tutto. Un enigma di cui non riesco a venire a capo.”

DAGLI “SCARABOCCHI” A “L’ISOLO”, QUESTIONE DI RELAZIONI

Come cambia il processo creativo dalle vignette a una storia lunga?

“Una storia lunga è solamente una relazione più stabile con un personaggio. Per mesi, e non per ore, sei a contatto con altro da te. Metti su carta scelte e parole che non sono tue. I personaggi funzionano davvero solo quando non assomigliano gli autori. Una storia lunga vuol dire avere a che fare per mesi e mesi con uno sconosciuto, tutti i giorni, tutto il giorno. È avventuroso e bellissimo.”

Il tuo libro, nonostante la leggerezza della consueta combo costituita dai disegni (pardon, Scarabocchi) e parte testuale condita da battute, ha una componente filosofica importante. Come nasce il giusto equilibro - quello che eviti di trasformare il libro in "polpettone", per intenderci - tra intrattenimento leggero e messaggi profondi?

“Il segreto è permettere ai personaggi di parlare, non di costringerli a ripetere le tue chiacchiere. Un personaggio che si rispetti dice cose che un autore non si sognerebbe mai di scrivere. I miei personaggi sono dei filosofi, io no.”


Ci sono nuovi progetti su cui sei al lavoro e di cui si può già parlare, o a cui si può quantomeno accennare?

“I giorni di quest’anno sono assorbiti dal curare LA FINE DEL MONDO, il mensile tuttofumetto che ho ideato per Il Manifesto. Dentro, oltre alle storie dei più grandi autori italiani e stranieri, trovate “Il mio amico Satana”, il mio nuovo fumetto action a episodi, dove la piccola Luisa vende l’anima a Satana pur di salvare il mondo. Oltre a ciò basti questo: sto per sfregiare un capolavoro. Uno sfregio che verrà compiuto in autunno, col panorama e col paesaggio intonato. Uno sfregio sempre per BAO Publishing.”

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