La BBC torna a parlare del nostro paese, spiegando al mondo intero l’arte segreta della scarpetta

Redazione Web|Da gesto considerato inopportuno nel galateo a simbolo supremo del piacere culinario
Il fascino di un gesto istintivo
La BBC torna a parlare del nostro paese e del nostro cibo, spiegando al mondo intero la tradizione tutta italiana della "scarpetta". Crescere con la tradizione italiana significa imparare fin da piccoli il valore del pane a tavola. Più di un semplice accompagnamento, il pane trova il suo momento di gloria alla fine del pasto: raccogliere gli ultimi residui di sugo o assorbire l'olio e l'aceto dell'insalata. In Italia questo gesto quotidiano ha un nome celebre: "fare la scarpetta". Sebbene oggi venga praticato con disinvoltura persino nei ristoranti più eleganti, questo rituale spontaneo e quasi istintivo racchiude in sé un'incredibile storia di contrasti tra etichetta e puro piacere del cibo.
L'origine enigmatica del nome
Le teorie sul perché si chiami "scarpetta" sono molteplici, ma la storia smentisce le spiegazioni più fantasiose. Le prime testimonianze scritte risalgono alla fine dell'Ottocento tra Roma e l'Abruzzo. Secondo l'Accademia della Crusca, l'ipotesi più accreditata lega l'espressione al dialetto centro-italiano, dove "fare una scarpetta" significava fare una passeggiata — proprio come il pezzo di pane che passeggia nel piatto raccogliendo il condimento. In molte regioni meridionali, inoltre, il pane non è un semplice veicolo, ma il cuore stesso del pasto, rispetto al quale tutto il resto è solo un contorno.
Dalle regole del galateo alla rivoluzione a tavola
Un tempo il galateo borghese condannava l'uso delle mani a tavola, considerando la scarpetta un atto rozzo. La svolta è arrivata nella seconda metà del Novecento, quando l'Italia ha riscoperto la cucina povera e lo spreco alimentare è diventato il vero errore di stile. Un punto di svolta simbolico si è avuto con il celebre chef Gualtiero Marchesi, che ha definito la scarpetta del tutto accettabile ed elegante, purché fatta con nonchalance.
Un simbolo di apprezzamento e piacere
Oggi la scarpetta non è solo tollerata, ma rispettata. Dalle trattorie locali ai locali di street food — come a Napoli, dove i contenitori per la pasta sono pensati appositamente per l'ultimo boccone — raccogliere ogni goccia significa comunicare allo chef che il cibo era delizioso. Dopotutto, come ricorda lo storico della gastronomia Luca Cesari, lasciare qualcosa di squisito nel piatto sarebbe un crimine ben peggiore.
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