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I migliori libri da leggere per ogni età, diamo uno sguardo a “Punto di partenza 1979-1996 di Hayao Miyazaki” e a “Il dilemma del porcospino”

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Author image Dario Vanacore

03 ottobre 2026 alle ore 12:00, agg. alle 16:43

Dalle opere di narrativa, questa settimana ci spostiamo su due titoli molto specifici e, al contempo, in grado di parlare a un pubblico molto eterogeneo

Il calendario ci dice che è di nuovo sabato – il primo del mese di ottobre, tra le altre cose – e questo si traduce per noi nella necessità di tornare a muoverci in direzione delle librerie. È in questo giorno della settimana che spostiamo lo sguardo verso gli scaffali, in cerca delle novità più interessanti che meritino un posto nella selezione dei migliori libri da leggere per ogni età.

Un appuntamento che, di volta in volta, ci ha permesso di conoscere l’estro narrativo di autori e autrici da tutto il mondo, in grado di sorprendere (o anche confermarsi sorprendenti, perché no) con produzioni come “La sepoltura dei topi e altri racconti” e “Il silenzio è musica”, o ancora con “The most dangerous game” e “L’inverno rosso”.

Riuscire a soddisfare tutti (ma proprio tutti) non è mai impresa semplice. Ma è una sfida che questa settimana raccolgono due nuovi titoli che finiscono sotto la lente d’ingrandimento. Si tratta di:

- “Punto di partenza 1976-1996” di Hayao Miyazaki (La nave di Teseo)

- “Il dilemma del porcospino” di Francesco Boz (Mondadori)


PUNTO DI PARTENZA 1979-1996 DI HAYAO MIYAZAKI, ALLA RISCOPERTA DELLE ORIGINI DEL MAESTRO DELL’ANIMAZIONE

Il nostro fine settimana tra gli scaffali delle librerie si apre con un volume che non poteva trovare altra collocazione se non all’interno della parentesi dedicata ai migliori libri da leggere per ogni età. In primis per il profilo chiamato in causa che, dall’alto della sua veneranda età, continua ad alimentare la fantasia degli appassionati di cinema d’animazione. In secondo luogo per la gran mole di opere artistiche che, anno dopo anno e decennio dopo decennio, ha sfornato senza soluzione di continuità. E sempre con una grandissima attenzione alla qualità.

Parliamo di Hayao Miyazaki, il genio indiscusso dell’animazione giapponese che troviamo sugli scaffali grazie a La nave di Teseo con il suo “Punto di partenza 1979-1996”. Un titolo che è già tutto un programma, e che riporta indietro le lancette di cinquant’anni, con l’occhio che si sofferma su un (quasi) ventennio specifico. Perché proprio quel periodo? Perché è lì che il Maestro ha posto le basi (e anche un bel po’ di tutto il resto) della propria carriera.

Un tomo voluminoso – siamo a poco meno di 700 pagine – che unisce, come si suol dire in questi casi, quantità e qualità. Tantissimi i contenuti che trovano posto all’interno del libro, che accende i riflettori sulle prime grandi performance di Miyazaki. Quelle che ne hanno forgiato lo stile, rendendolo iconico e riconoscibile, con tanti lungometraggi divenuti celeberrimi, e che arrivavano successivi al lavoro sull’animazione seriale su personaggi come “Lupin III” e “Conan Il ragazzo del futuro”.

La gran mole di riconoscimenti ottenuti – da quelli in patria a quelli internazionali – tra i quali spiccano i premi Oscar, rappresentano il giusto tributo a una mente creativa che ha fatto sognare centinaia di milioni di appassionati. E che continua a fare lo stesso anche con le nuove generazioni.

IL DILEMMA DEL PORCOSPINO, I DIFFICILI EQUILIBRI DELLE RELAZIONI

Questa settimana, all’interno della nostra rubrica dei migliori libri da leggere per ogni età, ci spostiamo dalle proposte che attingono dall’ecosistema della narrativa di finzione per porre sotto la lente d’ingrandimento opere che hanno una loro tangibilità. In questo specifico caso l’ambito su cui ci soffermiamo è quello della psicologia, in particolar modo sugli aspetti legati alla sfera delle relazioni interpersonali.

Argomento che è alla base de “Il dilemma del porcospino”, il libro di Francesco Boz pubblicato da Mondadori. Un titolo ispirato direttamente al concetto del filosofo Arthur Schopenhauer che, nel 1851, teorizzo che a un maggiore avvicinamento tra due esseri umani, corrisponde in automatico un aumento della possibilità che essi si feriscano vicendevolmente. Al pari di due porcospini che, avvicinandosi tra loro, possono pungersi con gli aculei posti sui rispettivi dorsi.

Il riferimento è alle incomprensioni che possono sfociare in malesseri e in tossicità relazionali. I famosi “rischi del mestiere”, se vogliamo, per quanto la vita di coppia – o comunque, più in generale, i rapporti interpersonali – non siano classificabili in quella categoria. È altresì innegabile che “nessun uomo è un isola”, come affermava Thomas Merton nel suo saggio del 1955. Qual è dunque la verità a cui fare riferimento?

È tutto un “gioco” di equilibri, di trovare il giusto bilanciamento e la giusta “distanza” che non ci faccia sentire il freddo – fisico o metaforico, figurandocelo come dettato dall’isolamento – e, al contempo, non finisca per occludere anche gli spazi personali. Un percorso di consapevolezza attraverso cui l’autore, anche psicologo e docente universitario, accompagna lettori e lettrici, grazie anche all’ausilio di esempi pratici. Il tutto ovviamente con contezza del fatto che ognuno di noi fa caso a sé, e che non esiste una “ricetta universale” per l’equilibrio, la serenità e la felicità.

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