I migliori libri da leggere per ogni età, diamo uno sguardo a “Milady” e a “Safari artico”
29 maggio 2026 alle ore 22:57, agg. alle 23:04
Due titoli che arrivano dal mondo dei classici, dai grandi riferimenti alla base della storia ai ritorni dal recente di racconti nordici dal fascino esotico
È piuttosto chiaro e innegabile che maggio sia praticamente agli sgoccioli, con il weekend che comincia quest’oggi che ci proietta ufficialmente verso giugno. Il mese che probabilmente più di tutti – con buona pace dei successivi –si identifica con l’estate. Finisce la scuola (e cominciano gli esami, per gli universitari e i diplomandi: vi siamo vicini! ndr) e arriva il momento anche per chi lavora di godersi, magari proprio nel fine settimana, qualche meritato bagno al mare o in piscina, o ancora qualche escursione in montagna, per godere di un fresco che è ormai sempre più merce rara.
Pronti a preparare dunque gli zainetti e le borse per le uscite – giornaliere, “weekendistiche” o settimanali che siano – con un occhio al nostro appuntamento settimanale con i migliori libri da leggere per ogni età. Uno spazio che, settimana dopo settimana, offre spunti che possano essere appetibili per un pubblico vasto e variegato. Come i titoli presi in esame nelle parentesi più recenti della nostra rubrica, che vedeva sotto i riflettori “Addio a sta c***o d’ansia” e “Il trauma non è un destino”, o ancora “La piccola bottega di Kobe” e “La malinconia delle storie sospese”.
Questo weekend torna a focalizzarsi su titoli di narrativa, dopo le digressioni introspettive alimentate dalla combo di libri esaminati la scorsa settimana. Oggi è dunque il turno di:
- "Milady" di Adelaide de Clermont-Tonnerre (Edizioni E/O)
- "Safari artico" di Jorn Riel (Iperborea)
MILADY, LA LETTERATURA CLASSICA DI ALEXANDRE DUMAS DA UNA PROSPETTIVA DIVERSA
Siamo alle battute finale dell’anno scolastico per tantissimi studenti e tantissime studentesse, che si apprestano ad appendere lo zaino al chiodo (per pochi mesi, ovviamente) per godersi il meritato break estivo. E lo spazio dedicato ai migliori libri per ogni età non mancherà di animarsi, nei prossimi appuntamenti, di titoli che si prestano al ruolo di “lettura per le vacanze”. I grandi classici, certo, ma anche quelle produzioni letterarie che si intrecciano a doppio filo con quegli stessi testi, omaggiandoli parecchio tempo dopo con nuove… “inquadrature”.
Come nel caso di "Milady", il libro di Adelaide de Clermont-Tonnerre portato sugli scaffali italiani da Edizioni E/O. La domanda, inevitabilmente, sorgerà spontanea: in che modo questa storia omaggia i classici della letteratura? È presto detto già soltanto citando il romanzo cavalleresco a cui le vicende – per ragioni che tra poco saranno ovvie – va a sovrapporsi: “I tre moschettieri” di Alexandre Dumas.
La storia vede nel ruolo di protagonista quella che nel racconto dell’autore francese vestiva i panni dell’antagonista. Il racconto si apre con padre Lamandre che, in una gelida notte, apre la porta a una bambina che non risponde alle domande di chi prova a capirne di più sul suo conto (si scopre solo il suo nome, Anne). Ma che, al contempo, cerca un luogo caldo in cui rifugiarsi e un pasto che plachi i morsi della fame che la tormentano. Passano vent’anni e la situazione è drasticamente cambiata, con la fanciulla – divenuta la Milady del titolo – che gode di ricchezze e corteggiatori, oltre che di un grande ascendente presso le figure chiave del tempo.
Il famoso “non è tutto oro quel che luccica” si addice perfettamente alla nostra protagonista, che nell’ombra intesse trame e intrighi, non disdegnando anche soluzioni “estreme” per raggiungere i propri obbiettivi. Un libro che va dunque a inserirsi in un contesto narrativo già definito, ma che offre nuovi punti di vista su un personaggio a cui Dumas, volente o nolente, ha concesso meno spazio di quello che probabilmente avrebbe meritato. Il potere della letteratura sta anche nel colmare questi vuoti, grazie a penne contemporanee, a secoli di distanza.
SAFARI ARTICO, IL RITORNO DI UN CLASSICO DELLA NARRATIVA NORDICA
L’estate, inutile negarlo, risveglia un po’ in tutti noi l’istinto a guardare a mete esotiche, per proiettarsi (metaforicamente, ma anche in senso pratico) in viaggi in grado di portare altrove. E il tema del viaggio è sempre stato uno dei grandi elementi ispiratori per autori e autrici, dall’alba dei tempi. Basti dare uno sguardo alla narrativa epica antica, giusto per scomodare i grandi classici, per capire di cosa stiamo parlando.
Non sorprende affatto trovare dunque, all’interno della selezione settimanale dei migliori libri da leggere per ogni età, un titolo che fonda lo sviluppo del racconto proprio sugli spostamenti del protagonista delle vicende. Si intitola “Safari artico” ed è il libro di Jorn Riel che arriva sugli scaffali nell’edizione curata da Iperborea. Un titolo che porta con grandissimo carisma e dignità sulle spalle i cinquanta anni che lo separano dalla sua prima pubblicazione, avvenuta a metà degli anni ’70 (arrivò poi in Italia alla fine degli anni ’90).
Una rispolverata che fa sempre bene tanto alla storia per rivedere la luce, quanto al pubblico per approcciare a una tipologia di libro che riesce a mantenersi fresco nonostante l’incedere dei decenni. E per portare sotto i riflettori uno scenario, quello della Groenlandia e dell’estremo Nord, che oggi passa agli onori della cronaca principalmente per il processo di scioglimento dei ghiacciai innescato dal cambiamento climatico.
Ambientazioni fascinose, ma altrettanto ostiche da affrontare, come più che lecito sospettare. L’entusiasmo iniziale di chi è chiamato a immergersi nell’ambientazione locale – tra sfide continue e costanti, in cui apprendere nel minor tempo possibile tutto ciò che serve per sopravvivere sarà cruciale – cede presto il passo alla monotonia di fondo, qualcosa che inevitabilmente genera frustrazione. È questo che si innesca in Anton, che trova però in una variegata compagnia di cacciatori come lui i personaggi perfetti per animare ogni giorno. Il tutto diventa parte della ricetta in un libro che sa farsi apprezzare per la capacità di mixare elementi narrativi, strappando sorrisi e spingendo a riflessioni sulla vera natura dell’essere umano.