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I migliori libri da leggere per ogni età, diamo uno sguardo a “Lo scontento” e a “L’italiano in 80 giochi”

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Author image Dario Vanacore

19 giugno 2026 alle ore 18:26, agg. alle 18:41

Una nuova combo di titoli finisce sotto la lente d’ingrandimento, da tragedie generazionali contemporanee a viaggi alla (ri)scoperta della nostra storia

Al netto delle temperature salite già da un po’ di tempo – con la dose che è rincarata nel corso di quest’ultima settimana – è con il weekend che si è appena aperto che ci si proietta in via ufficiale nell’estate. La stagione più calda è identificata, per noi italiani, con il momento dell’anno in cui progettare fughe che ci portino lontani dalla realtà quotidiana. Saranno tantissimi coloro che, soprattutto tra luglio e agosto, abbandoneranno le città per rifugiarsi in località marittime o montuose.

È in questo frangente, in assenza di impegni e assilli che caratterizzano il vissuto di tutti i giorni, che torna utile avere a portata di mano un buon libro. E a tal proposito casca a fagiolo la nostra rubrica dedicata ai migliori libri da leggere per ogni età, l’appuntamento settimanale che va a scandagliare le principali novità approdate in libreria.

Nelle ultime occasioni lo spazio è stato monopolizzato da titoli come “Alchemy of secrets” e “Giocare con il passato”, o ancora “Il calcio è potere”, “La grande storia della coppa del mondo” e “Un secolo azzurro”, mentre oggi i riflettori sono tutti puntati su:

- "Lo scontento" di Beatriz Serrano (Einaudi)

- "L’italiano in 80 giochi" di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota (Rizzoli)


LO SCONTENTO, UN RITRATTO GENERAZIONALE CONTEMPORANEO

Quello con i migliori libri da leggere per ogni età è un appuntamento che settimanalmente non sai mai dove ti porterà. Ci si può trovare davanti ogni premessa per un viaggio fantasy all’insegna dell’avventura e della scoperta, oppure un lavoro dalla forte componente introspettiva, grazie a lavori letterari che si concentrano maggiormente nell’aiutare lettori e lettrici a scavare dentro di sé. Oppure, molto più semplicemente, titoli che parlano a tutti grazie alla capacità di catturare tematiche strettamente contemporanee tra le pieghe di una storia.

Semplicità non vuol dire assolutamente banalità, e la dimostrazione arriva con "Lo scontento", il libro di Beatriz Serrano che arriva sulla scena editoriale italiana grazie a Einaudi. La contemporaneità citata poco fa è connessa al vissuto della protagonista, Marisa, una trentaduenne che nel tempo ha saputo costruirsi un’immagine personale e professionale più che rispettabile. Una facciata cui però non corrispondono in egual misura quelle che potremmo definire “performance” in ambito lavorativo.

Siamo a Madrid, e quello costruito dal personaggio principale del racconto è un artificio perfettamente bilanciato. Tutto sta nel sapersi muovere con fare da equilibrista nello scacchiere dell’ufficio, dove manifestare risultati spesso finisce per essere più efficace che ottenerli, quegli stessi risultati. E ovviamente per i più talentuosi – schieramento di cui Lisa fa parte – in questa (ig)nobile arte, ciò si traduce in riconoscimenti economici che permettono di godere di un certo agio nella vita di tutti i giorni.

I castelli di carte sono però molto pericolosi perché basta un alito di vento perchè tutto venga rovinosamente giù. E anche Marisa sta per scoprirlo a proprie spese quando l’azienda organizza un evento di team building, mirato a rinforzare i rapporti interni tra i dipendenti. È qui, in uno scenario con personaggi che possiamo definire tranquillamente “sui generis” che rischia di consumarsi un dramma generazionale fortemente contemporaneo, orchestrato con la giusta dose di satira e ironia.

L’ITALIANO IN 80 GIOCHI, UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA NOSTRA LINGUA

L’estate è quel momento in cui il mercato editoriale si arricchisce di titoli dai connotati didattici. Sulla falsariga delle famigerate parole crociate della Settimana Enigmistica, anche la selezione dei migliori libri da leggere per ogni età strizza l’occhio alle produzioni letterarie che sfidano lettori e lettrici.

Nella fattispecie, ne "L’italiano in 80 giochi" di Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, libro pubblicato da Rizzoli, i connotati del “gioco” a cui si è chiamati è ben definito già dalla copertina. L’abito non fa il monaco, si è soliti dire, ma in questo caso si assiste alla famosa eccezione che conferma la regola. Di fatto, è proprio la nostra lingua - la cui paternità è attribuita al sommo Dante Alighieri - a finire sotto la lente d’ingrandimento. O forse sarebbe meglio dire la nostra conoscenza della stessa.

E non si scherza, considerando che i nomi che campeggiano in copertina corrispondono a quelli di figure risonanti nel mondo accademico. Tra giochi di varia natura, quali enigmi, indovinelli e sfide, si sarà chiamati in causa con l’obbligo di attivare la materia cerebrale. L’italiano è lo strumento che “maneggiamo” quotidianamente, ma siamo davvero sicuri di padroneggiarlo sfruttandone il vero potenziale?

Quello tra i giochi confezionati tra le pagine è un vero e proprio itinerario di scoperta che ci mette a confronto con la storia della nostra lingua. Attraverso diverse tappe in lungo e in largo per la penisola, una mongolfiera porterà in sorvolo su luoghi chiave della storia dell’italiano. Un concentrato di didattica e divertimento che trasforma l’apprendimento (che non guarda l’età riportata sulla carta d’identità: è un libro per tutti, a prescindere da quante candeline ci siano state sull’ultima torta di compleanno) in un gioco e in un piacere da godersi comodamente sotto l’ombrellone. L’estate, d’altronde, è il periodo dei ripassi, no?

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