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I migliori libri da leggere per ogni età, diamo uno sguardo a “Le cronache di Chrestomanci” e a “L'attesa del ritorno”

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Author image Dario Vanacore

17 aprile 2026 alle ore 12:32, agg. alle 12:41

Una selezione che guarda al passato, e che propone perle sul fronte della narrativa sfondo “magico” e storie dal ‘900 eppure terribilmente attuali

È sabato, e questo significa che è dunque nuovamente il momento di aprire le porte del nostro spazio dedicato ai migliori libri da leggere per ogni età. Il frangente in cui andiamo alla scoperta delle proposte più invitanti in arrivo nelle librerie, con una selezione che si muove agilmente tra generi differenti, tra scoperte e riscoperte. Lo sguardo che va a ritroso alle ultime settimane mostra nel ruolo di protagonisti titoli come “Twilight: cosa resta della sua eredità scintillante” e “Tutte le ragazze mentono”, o ancora “Cento milioni di anni e un giorno” e “La storia universale in infografica”.

Il panorama editoriale è però in costante divenire, e non è raro assistere anche a graditi ritorni, che si affiancano sugli scaffali delle librerie alle immancabili novità. Oggi, ad animare il nostro spazio dedicato ai migliori libri da leggere per ogni età, troviamo una selezione di titoli dal sapore nostalgico. Sotto la lente d’ingrandimento troviamo infatti:

- "Le cronache di Chrestomanci" di Diana Wynne Jones (Salani Editore)

- "L'attesa del ritorno" di Sally Carson (Garzanti)


LE CRONACHE DI CHRESTOMANCI, STORIE A BASE DI MAGIA CHE HANNO ISPIRATO GENERAZIONI

Apriamo il fine dei migliori libri da leggere per ogni età con un titolo dall’elevatissimo coefficiente di magia. Un ingrediente che si è dimostrato essere a dir poco fondamentale in “ricette letterarie” di grande successo, come “Harry Potter” e “Il Signore degli Anelli”, per citare giusto un paio di bestseller assoluti. Insomma, un elemento cruciale negli equilibri di storie dai connotati epici, e che è stato probabilmente essenziale nel forgiare storie poi entrate nel mito.

Una firma importante del panorama letterario a base di magia e fantasia è stata sicuramente quella di Diana Wynn Jones, un nome che nei decenni è stato garanzia di qualità. All’autrice inglese si devono infatti storie del calibro de “Il castello errante di Howl”, il primo di una trilogia - che ha goduto poi della trasposizione cinematografica dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. E proprio lei, qualche anno prima, aveva dato il là a “Le cronache di Chrestomanci”, una serie di libri pubblicati in patria a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80.

Tre volumi - rispettivamente “Vita stregata”, “Le vite perdute di Christopher Chant” e “Il duello dei maghi” – che segnano l’arrivo in Italia della serie grazie all’impegno di Salani Editore. Un approdo che ha un valore importante per chi ha particolarmente apprezzato il lavoro di autori come J.K. Rowling o Neil Gaiman. Per gli addetti ai lavori del settore sono infatti rintracciabili nelle storie di questi due grandi nomi contemporanei alcune “contaminazioni” culturali che provengono proprio dai racconti della scrittrice inglese.

Cosa troviamo dunque nel pacchetto di racconti de "Le cronache di Chrestomanci"? Una storia pregna di magia nella sua quintessenza. Protagonisti i fratelli Chant – Guendalina ed Eric – accolti dall’incantatore Chrestomanci all’interno del suo castello. L’obbiettivo di quest’ultimo è insegnare loro la magia, ma confrontarsi con due caratterini come quelli dei suoi giovani ospiti non sarà propriamente facilissimo. Racconti idealmente indirizzati ai più piccoli, per quanto siamo piuttosto sicuri che non ci sia davvero un limite anagrafico ad arginare la passione per le storie in grado di far viaggiare la fantasia.

L'ATTESA DEL RITORNO, UN RACCONTO (TERRIBILMENTE ATTUALE) DI QUASI UN SECOLO FA

Si torna nel passato anche con il secondo dei titoli inclusi nella selezione di questa settimana dei migliori libri da leggere per ogni età. Un viaggio nel tempo duplice, sia per il contesto storico che fa da sfondo alle vicissitudini del racconto, sia per il momento storico in cui è avvenuta la prima pubblicazione del volume, poco più di novant’anni fa.

Era il 1934, per la precisione, quando Sally Carson arrivava sugli scaffali con quello che Garzanti porta oggi in Italia con il titolo “L’attesa del ritorno”. Un libro che racchiude tra le sue pagine le atmosfere surreali del periodo storico di quel preciso frangente, un momento racchiuso tra due guerre mondiali in cui la parola “stabilità” (forse anche in maniera tristemente simile a oggi) era a dir poco utopistica.

È agli albori degli anni ’30 che si cominciano a vedere le prime ramificazioni di una strategia politica che esplose in tutta la sua violenza, a carattere internazionale, poco tempo dopo. Parliamo dell’insediamento del Nazismo, capace di godere del favore di chi, come i giovani, era in cerca di un proprio spazio del mondo e di legittimazione (oltre che di un modo per sfuggire alla miseria).

Ed è proprio in questa finestra che troviamo Lexa, la cui vita comincia a subire i contraccolpi di un regime in fase di consolidamento. A partire dal matrimonio mai celebrato con Moritz, un uomo che paga le “colpe” derivanti dal cognome ebraico che porta. Eppure l’amore trova il modo di inserirsi nelle intercapedini, negli spazi ciechi di un potere che prova in tutti i modi a imporre il proprio credo, in barba a qualsivoglia forma di democrazia.

È in questo contesto di cui si legge tanto nei libri di storia – e che definire estremo non è affatto un delitto – che Lexa e Moritz si muoveranno, animati dal sentimento che li lega vicendevolmente. Una storia d’amore proibito come tante altre, provenienti epoche differenti (chi ha detto Romeo e Giulietta, ndr) seppur con asperità diverse da affrontare, ma che risulta essere ancora oggi spiacevolmente attuale, considerando come finisca per rappresentare la quotidianità di interi popoli in diverse parti del mondo.

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