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I migliori libri da leggere per ogni età, diamo uno sguardo a “Il calcio è potere”, “La grande storia della coppa del mondo” e a “Un secolo azzurro”

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Author image Dario Vanacore

05 giugno 2026 alle ore 12:41, agg. alle 12:54

Un fine settimana che fonde libri e calcio, e che ci proietta verso l’inizio dei Mondiali 2026: tre volumi per calarsi nel giusto mood in vista dell'evento

Si è aperto il mese di giugno, un momento che quest’anno, per i calciofili italiani, ha un retrogusto agrodolce. Da un lato c’è la fisiologica euforia che accompagna l’avvio dei Mondiali 2026 di calcio, l’appuntamento che a cadenza quadriennale richiama davanti al televisore miliardi di appassionati in tutto il mondo. Dall’altro c’è la consapevolezza che anche questa volta – per la terza consecutiva – il nostro tricolore non sventolerà negli stadi che ospiteranno la competizione, complice la mancata qualificazione della Nazionale.

Piangere sul latte versato serve a ben poco, ed è una consapevolezza con cui la vita ci costringe a fare costantemente i conti. Aspettando il momento propizio per i nostri Azzurri – necessariamente nel prossimo futuro – proviamo a ritrovare entusiasmo verso i Mondiali 2026 con una selezione in cui troviamo i migliori libri da leggere per ogni età a sfondo calcistico.

Un fine settimana atipico quello che aspetta i lettori, considerando questa volta troviamo tre titoli, che per l’occasione saranno tematici. Parleremo infatti de:

- "Il calcio è potere" di Luca Pisapia (Einaudi)

- "La grande storia della coppa del mondo" di Jonathan Wilson (Limina)

- "Un secolo azzurro" di Alfio Caruso (Neri Pozza)


IL CALCIO È POTERE, UN MONDO NEL PALLONE

Apriamo il nostro fine settimana dedicato ai migliori libri da leggere per ogni età, pronti a proiettarci all’interno di un ecosistema letterario a base di calcio. Il tema di questa settimana ci mette a confronto con un mondo sportivo che raccoglie attorno a sé appassionati di tutte le età, e che alimenta un mercato in grado di spostare negli ultimi tempi cifre che definire notevoli sarebbe anche troppo poco. Non sorprende quindi che il calcio possa essere visto come sinonimo di potere, come ipotizza il titolo del primo libro che troviamo nella rassegna di questa settimana.

Il calcio è potere” campeggia infatti in copertina sul volume curato da Luca Pisapia e portato sugli scaffali da Einaudi. Lo scrittore – oltre che giornalista con tra all’attivo anche collaborazioni con La Gazzetta dello Sport in qualità di corrispondente dall’Inghilterra – pone un’importante lente d’ingrandimento su una relazione che sembra saldarsi sempre di più: quella tra lo sport più seguito del pianeta – le stime di qualche tempo fa assestavano la fanbase su una cifra di tre miliardi e mezzo di persone, praticamente metà della popolazione mondiale – e il potere. Una relazione che, in fin dei conti, non dovrebbe sorprendere.

Eppure fa sempre specie pensare a come ciò che accade all’interno di un rettangolo verde delimitato da linee bianche, in un arco temporale di novanta minuti (più recupero) e che coinvolge ventidue persone (più sostituti, arbitri e allenatori), possa avere un’eco in grado di impattare in maniera significativa sugli equilibri di un intero paese. O che, dagli equilibri geopolitici internazionali, possano innescarsi potenti riverberi che finiscano per avere conseguenze anche nello stesso mondo del calcio.

Un’analisi critica che, capitolo dopo capitolo e argomento dopo argomento, si muove agilmente tra elementi forieri di controversie. Ed è una narrazione fortemente itinerante, considerando i tantissimi fronti, a livello globale, che prende in esame. Tirando in ballo anche figure chiave (e scomode) della politica, tra passato e presente.

LA GRANDE STORIA DELLA COPPA DEL MONDO, VENTIDUE EDIZIONI DA SCOPRIRE O RISCOPRIRE

All’interno della nostra rubrica dedicata ai migliori libri da leggere per ogni età è arrivato il momento di spostare il focus sulla grande competizione che ci aspetta, da qui a una manciata di giorni. Seppur da meri spettatori disinteressati, considerando come (già sottolineato in apertura) l’Italia non parteciperà ai prossimi Mondiali 2026 che si svolgeranno tra Stati Uniti, Canada e Messico. Terza assenza di fila che fa male in qualità di tifosi, e che al contempo priva la scena calcistica di una Nazionale che quel trofeo lo ha messo in bacheca per quattro volte.

Ne “La grande storia della Coppa del Mondo”, il libro di Jonathan Wilson pubblicato da Limina, si parla di questo e di tanto, tantissimo altro. Lo scrittore e giornalista britannico ha infatti con il suo lavoro creato un’ordinata cronistoria della competizione calcistica più attesa, permettendo a tutti di comprendere a fondo le motivazioni che l’hanno resa l’evento sportivo e mediatico a cui assistiamo al giorno d’oggi.

Un viaggio lungo poco meno di cento anni (96, a essere pignoli), partito nel 1930. Fu in quell’anno, nella seconda metà del mese di luglio, che tredici squadre nazionali – Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù, Messico, USA, Romania, Jugoslavia, Francia, Belgio e Uruguay – si ritrovarono in quest’ultimo paese, per una sfida calcistica che vide trionfare proprio i padroni di casa.

Sono passate “ere geologiche”, sportivamente parlando, e chiaramente tanti sono stati gli eventi che hanno scritto (nel bene e nel male) pagine di storia del calcio e dello sport. Ventidue edizioni che, a cadenza quadriennale – con l’eccezione della pausa forzata dal 1938 al 1950 – hanno saputo rendersi memorabili per un motivo o per un altro. Lo scrittore inglese, tra momenti segnanti e retroscena meno conosciuti, ci accompagna tra le pieghe della storia. Quelle del calcio, che inevitabilmente finiscono per intrecciarsi con la storia dei paesi stessi che quei tornei li hanno disputati.


UN SECOLO AZZURRO, UN VIAGGIO NEL TEMPO ALLA RISCOPERTA DELLA NAZIONALE ITALIANA

Arriviamo alle battute finali del nostro spazio settimanale dedicato ai migliori libri da leggere per ogni età rimarcando, purtroppo, ancora una volta la grave mancanza dei Mondiali 2026 pronti a prendere il via nei prossimi giorni. L’assenza della nazionale azzurra peserà sugli equilibri serali (o sarebbe meglio dire notturni, visti gli orari delle partite, ndr) e sui ricordi – che non costruiremo – di “notti magiche” che sarebbero potute essere e che invece non saranno.

Tre edizioni saltate si traducono in sedici anni di assenza dalla “scena mondiale” – ultima partecipazione, nel 2014; la prossima, se tutto va come deve, nel 2030. Ma non si può riassumere in poco più di dieci anni, i più recenti, quello che la Nazionale Italiana ha rappresentato per gli italiani e per il calcio tutto. E allora ecco che “Un secolo azzurro”, il libro di Alfio Caruso pubblicato da Neri Pozza, assume un rilievo cruciale nel rinfrescare la memoria, tanto a chi i fasti del passato li ricorda con qualche lacuna quanto ai più giovani, che magari la nazionale in grande spolvero non l’ha mai realmente vista.

L’autore, che già in passato ha posto la sua lente d’ingrandimento su disamine di grandi accadimenti che hanno riguardato l’Italia – dai fatti di mafia a episodi della Seconda Guerra Mondiale – torna sugli scaffali con l’obbiettivo di ripercorrere i momenti salienti della storia della maglia azzurra. Contestualizzandoli chiaramente al periodo storico di riferimento.

Un viaggio nel tempo che fa girare all’indietro le lancette dell’orologio (e le pagine del calendario) di oltre un secolo. Un racconto dalla forte impronta passionale, che permette di rivivere le imprese dei grandi calciatori che la maglia azzurra l’hanno indossata e portata sudata al novantesimo minuto, prima di riconsegnarla alle cure dei magazzinieri a fine partita. Storie di trofei ma anche di cocenti delusioni, in una cavalcata che, decennio dopo decennio, mostra come la storia della nazionale e quella del paese abbiano viaggiato (e continuano a farlo?) di pari passo.


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