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I migliori libri da leggere per ogni età, diamo uno sguardo a “Alchemy of secrets” e a “Giocare con il passato”

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Author image Dario Vanacore

13 giugno 2026 alle ore 12:00, agg. alle 22:47

Un nuovo weekend con titoli adatti a tutti, da storie suggestive condite da magia a riflessioni a base di nostalgia sulle evoluzioni del medium videogioco

È sempre un buon momento per andare alla scoperta di un nuovo libro all’interno di cui perdersi. Sono tantissimi i volumi che promettono veri e propri viaggi con la fantasia, grazie ai racconti imbastiti dagli autori e le autrici che si danno il cambio sugli scaffali delle librerie. Un via vai costante che analizziamo settimanalmente, e che fornisce spunti di lettura che raccogliamo nella nostra rubrica dedicata ai migliori libri da leggere per ogni età.

Tanti i titoli che hanno meritato un posto nella nostra selezione, come i più recenti “Il calcio è potere”, “La grande storia della coppa del mondo” e “Un secolo azzurro”, o ancora “Milady” e “Safari artico”. Due nuovi volumi si aggiungono alla lista:

- "Alchemy of secrets" di Stephanie Garber (Rizzoli)

- "Giocare con il passato" di Lorenzo Pedrazzi (Castelvecchi Editore)


ALCHEMY OF SECRETS, LEGGENDE PERICOLOSE E CORSE CONTRO IL TEMPO

Non esistono ormai davvero più confini definiti a delineare gli spazi operativi dei titoli che settimanalmente finiscono all’interno della nostra rassegna dedicata ai migliori libri da leggere per ogni età. Quando si parla di confini il riferimento è ovviamente al genere cui appartengono i racconti, oltre che all’età di lettori e lettrici verso cui un titolo si orienta. Sono infatti tantissime le storie che, con toni più o meno leggeri, riescono a far convergere tra le pieghe delle stesse pagine tanto i più grandicelli quanto i lettori di primo pelo.

A questa tipologia di storie appartiene "Alchemy of secrets", il nuovo lavoro di Stephanie Garber che arriva sugli scaffali nell’edizione (spray edge, con l’esterno delle pagine colorato! ndr) curata da Rizzoli. Un nome che è anche sinonimo di garanzia, quello dell’autrice statunitense, complice il grande successo riscosso dalla sua trilogia “Caraval” (composta da “Caraval” (2018), “Legend” (2019) e “Finale” (2020), Rizzoli), che ha goduto di posti altissimi nelle classifiche di vendita internazionali per numerose settimane di fila.

Ci sarà pane per i denti degli appassionati di fantasy in questo caso, con il nuovo romanzo che farà da apripista a una serie che promette scintille fin da questo primo capitolo. E si parte da una premessa molto specifica: la magia esiste. È questo ciò che crede Holland St. James, studente di un corso su leggende locali e miti urbani tenuto da una professoressa a dir poco sui generis tenuto all’interno di una sala cinematografica di Los Angeles. Ogni cosa ha un rapporto di causa ed effetto che, per lui, si intreccerebbe proprio con la magia.

Bisogna stare però attenti agli argomenti che si vanno a trattare – e, conseguentemente, alle figure che si vanno a “sfruculiare” – considerando che i costi da pagare potrebbero essere molto elevati. Holland farà ben presto i conti con questa consapevolezza, nella fattispecie quando si troverà a fronteggiare Watch Man, personaggio appartenente alla leggenda che avrebbe capacità divinatorie in grado di predire l’esatto momento della morte di qualcuno. E per Holland le lancette correranno veloci, considerando come la sua “data di scadenza” sia alla mezzanotte del giorno successivo. Esiste chiaramente un rimedio per far sì che il personalissimo “orologio dell’apocalisse” rimandi l’incontro con il divino, e sarà questo l’innesco per una storia itinerante dalla forte componente simil-onirica, tipica delle storie condite da magia.

GIOCARE CON IL PASSATO, L’EVOLUZIONE DEI VIDEOGIOCHI E LA NOSTALGIA COME RIFUGIO DALLE NUOVE LOGICHE DI MERCATO

Siamo immersi in un periodo storico dalla fortissima componente nostalgica. Si guarda al passato, un po’ in tutti gli ambiti di competenza, e si pensa a come le cose di un tempo fossero migliori, capaci di restituire sensazioni che al giorno d’oggi non riusciamo più a vivere allo stesso modo. Un gioco di percezioni che ha coinvolto il mondo dei social network – avete presente il trend del “com’ero negli anni ‘90” delle ultime settimane? – e che si riflette anche nel nostro spazio dedicato ai migliori libri da leggere per ogni età.

Il tema della nostalgia è alla base di “Giocare con il passato”, il libro che porta la firma di Lorenzo Pedrazzi ed è pubblicato da Castelvecchi Editore. Un volume che mette al centro della scena l’ecosistema dei videogiochi – la copertina, con il mitico Dualshock dell’iconica Playstation, non lascia spazio a dubbi – inquadrandolo da un punto di vista che possiamo definire “nostalgicamente contemporaneo”.

E sì, perché i videogiochi, con la loro capacità di parlare a un pubblico eterogeneo tanto quanto i titoli che compaiono in questa nostra rubrica, rappresentano la quintessenza della transgenerazionalità. Basti pensare che i primi videogiocatori – coloro che, per dire, hanno cominciato il viaggio nel mondo dell’interattività con “Pong” (1972) – oggi dovrebbero avere tra i sessanta e i settant’anni (come vola il tempo, quando ci si diverte, non è vero? ndr).

Quella che troviamo tra le pagine del volume in questione è una riflessione su un industria che genera fiumi torrenziali di denaro ma che, nonostante questo, finisca sempre per essere additata come causa di problematiche. E i videogiochi stessi – con le dinamiche costituitesi negli ultimi temi, tra frammentazione dei giochi in più pacchetti (gioco base e DLC, le espansioni a pagamento) e microtransazioni (gli acquisti di accessori con cui personalizzare il proprio personaggio, per esempio) – ha generato un senso di frustrazione negli appassionati. Il rimedio? Rifugiarsi nel retrogaming, una vera e propria corrente che raccoglie un numero crescente di “adepti”, e che punta a riportare il videogioco alla sua vera natura. Perché sì, si tratta di un prodotto e come tale necessita di essere venduto, ma sempre e comunque nel rispetto della community di appassionati di tutte le età.

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