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Call of Duty Modern Warfare 4, Infinity Ward riprende le redini e punta al successo

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Author image Dario Vanacore

30 ottobre 2026 alle ore 11:00, agg. alle 10:38

Si torna sui campi di battaglia targati Activision, con il quarto capitolo della serie reboot chiamato a una nuova prova di virtuosismo videoludico

Il periodo autunnale, per il mondo dei videogiochi, si traduce spesso in un ricco proliferare di produzioni. L’intento è ovviamente quello di soddisfare l’appetito degli appassionati, e questo è possibile farlo solo con titoli che siano in grado di occupare il tempo libero da dedicare alla propria passione.

Sono tanti gli esempio virtuosi in tal senso, con le grandi serie che tornano costantemente sulla scena, anno dopo anno, prodigandosi nel perfezionare formule ludiche che evidentemente si sono dimostrate in grado di raccogliere grandi consensi. È il caso dei nuovi capitoli di serie acclamate come EA Sports FC 27 a NBA 2K27, chiamate ad alimentare la fame di novità a tema di chi vuol vivere anche in salsa digitale il proprio amore per lo sport.

Eppure l’autunno è divenuto ormai un appuntamento fisso anche per un segmento del mercato videoludico molto specifico: quello degli sparatutto. Quello di questo 2026 non fa eccezione, con “Call of Duty Modern Warfare 4” che fa capolino sugli scaffali con il consueto carico di contenuti. E, in aggiunta a questi, anche una sfida quanto mai ardua quest’anno: tenere incollati alla console e agli schermi, senza che ingerenze esterne (leggasi: altri videogiochi) minino la sua autorevolezza. Perché quest’anno potrebbe essere tanto complicato? La risposta è fin troppo semplice: “GTA 6”. Cosa si saranno inventati dunque Activision e Infinity Ward per lanciare il proprio sfrontato guanto di sfida?


CALL OF DUTY, UN SUCCESSO CHE VA AVANTI DA OLTRE VENT’ANNI

Quella della serie “Call of Duty” è una fama che va cementificandosi progressivamente, anno dopo anno e decennio dopo decennio, ma che affonda le proprie radici indietro nel tempo. Era il 2003 quando il primo storico capitolo – di quello che per gli amici sarebbe diventato “COD” – arrivava sugli scaffali. Un videogioco che provava a rispondere a esigenze di mercato che, in quel periodo, venivano ampiamente soddisfatte dalle serie di Electronic Arts “Medal of Honor”. 

Fu l’inizio di un dualismo che vide battagliare i due franchise per un lungo periodo. Con Electronic Arts che poi virò su un’altra serie interna, Battlefield, per rispondere alle offensive di Activision, la cui serie procedeva spedita per la propria strada. In una triplice alternanza di studi di sviluppo – Infinity Ward, che ritroviamo con Call of Duty Modern Warfare 4, oltre a Treyarch e Sledgehammer Games – il publisher americano ha provato a imbastire qualcosa di unico: portare sugli scaffali ogni anno un nuovo capitolo con alle spalle tre anni di lavorazione.

Ovviamente, come si suol dire, non tutte le ciambelle vengono fuori con il buco. E quindi è più che normale assistere a nuovi titoli più o meno ispirati rispetto ai precedenti. Quello che è certo è che con un quantitativo importante di teste pensanti messe al lavoro, il risultato è stato un consolidamento continuo della propria posizione di leader nel settore di riferimento. Con una spinta propulsiva generosa che è arrivata grazie ad alcuni contenuti specifici, come il multiplayer, la modalità zombie e, parallelamente, anche Call of Duty Warzone, il Battle Royale del franchise.

LA DOPPIA VITA DI CALL OF DUTY MODERN WARFARE

Come dicevamo prima, non è che la vita di COD sia stata perennemente rose e fiori. Fisiologicamente anche la carriera del franchise di Activision si è mosso in maniera sinusoidale, tra alti e bassi che hanno permesso di capire cosa facesse al caso della community di riferimento e cosa invece andasse cassato. È però lapalissiano che la saga marchiata Infinity Ward sia stata quella in grado di raccogliere il più alto numero di consensi, e questo tanto nella sua versione “originale” – i tre capitoli di Modern Warfare pubblicati tra il 2007 e il 2011 – quanto nel reboot della stessa – partito nel 2019 e che ad oggi conta (come evidente dal titolo dell’articolo) quattro capitoli.

“Squadra che vince non si cambia” è il mantra che si applica tanto nello sport quanto negli affari. E il lavoro svolto nel tempo da Infinity Ward è stato in grado di farsi apprezzare tanto sul fronte della critica specializzata quanto da parte dei videogiocatori, il pubblico sovrano. Proprio a sottolineare quanto appena detto, l’occhio non può non finire a Call of Duty Modern Warfare 3 – sviluppato da Sledgehammer Games con il solo supporto di Infinity Ward – e alle sue recensioni, ben poco lusinghiere e sotto la media dei precedenti lavori.

Valutazioni che riflettevano la scarsa tendenza a innovare degli addetti allo sviluppo, e che reclamavano a gran voce un cambio di rotta immediato. Qualcosa che è avvenuto con questo nuovo videogioco, che permette alla saga di rialzare la testa e assestarsi nuovamente a pochi passi dall’eccellenza. Rispettando, in questo modo, i fasti che ne hanno contraddistinto il glorioso (e più o meno recente) passato.


UNA STORIA (FIN TROPPO) REALISTICA

Come ormai da tradizione, Call of Duty Modern Warfare 4 si presenta all’appuntamento con la propria community con il consueto bastimento carico di contenuti. Non poteva essere altrimenti, considerando quanto nel tempo il franchise abbia rifinito il pacchetto di funzionalità pronte ad animare le sessioni dei videogiocatori.

Si parte ancora una volta dalla campagna single player, che nella fattispecie strizza l’occhio a situazioni belliche simil-realistiche. Teatro degli scontri è lo scenario asiatico, con l’invasione della Corea del Sud da parte della Corea del Nord. Un assalto che, come lecito aspettarsi, rischia di avere impatto su larga scala, con l’effetto domino che potrebbe travolgere gli equilibri geopolitici globali. È un conflitto che animerà diversi scenari, da quelli “alla luce del sole” degli scontri frontali sul campo di battaglia, a quelli più oscuri dei movimenti operati nell’ombra, dietro le linee nemiche. Il tutto orchestrato con la spettacolarità tipica delle produzioni filmiche a carattere bellico, che godono (e non poco) delle performance grafiche delle console di ultima generazione – il titolo è stato provato su PS5. Insomma, vera manna dal cielo per gli amanti delle storie che si lasciano seguire grazie al loro pathos e al senso di immersione.


CHI NON GIOCA IN COMPAGNIA GODE SOLO A METÀ

Ora, senza nulla togliere a chi ha concentrato i propri sforzi sulla componente per giocatore singolo, è evidente che l’anima del franchise risieda nel proprio comparto multigiocatore online. Alla stregua di chi lo ha preceduto sul mercato, anche Call of Duty Modern Warfare 4 esprime tutto il proprio essere nelle arene affollate di altri utenti umani. È qui che trova applicazione tutto ciò che abbiamo appreso nel corso della campagna – in quanto a confidenza con le armi e a movimenti sul campo – e ogni errore si paga a caro prezzo, in termini di statistiche personali e di squadra.

Come sempre domina la frenesia, cifra stilistica che contraddistingue la serie fin dai suoi primi passi in ambito multigiocatore. Saper anticipare le mosse dell’avversario farà la differenza, così come conoscere a menadito le mappe in cui saremo calati, a prescindere dalla tipologia di sfida che andremo ad affrontare all’interno della modalità di gioco selezionata.

Possiamo quindi dire che Call of Duty Modern Warfare 4 si candidi ad avversario di GTA 6? La sfida si disputa su campi molto diversi, certo, ma quello che è chiaro – anche dalla data d’uscita non eccessivamente distante da quella del gioco di Rockstar Games – è che in Activision non c’è alcun timore di sfigurare. Spalle larghe e armi affilate dunque: la battaglia è soltanto all’inizio.

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