Belmiele, il grido del mondo interpretato da Simone Pace nel suo nuovo graphic novel
26 luglio 2026 alle ore 12:00, agg. alle 16:47
Un universo dove fantasy, western e folk s’incrociano, dando vita a una storia profonda ed esplosiva che guarda al mondo contemporaneo
Torniamo a immergerci tra gli scaffali delle librerie, alla scoperta delle novità recenti più interessanti che arrivano sul mercato editoriale inerente il mondo dei fumetti. Un mosaico fluido che si arricchisce costantemente di sfumature, grazie all’opera (o meglio, alle opere) di tantissimi, tra autori e artisti, che contribuiscono all’evoluzione del medium stesso.
Un mondo, quello dei fumetti, che si reinventa costantemente grazie all’audacia di chi sperimenta con le tavole a propria disposizione. E tra i profili italiani che hanno mostrato di sapersi muovere in diversi contesti narrativi troviamo Simone Pace, che dopo le sue precedenti opere – “Fiaba di cenere” e “Cuore” – torna sulla scena con “Belmiele”, un nuovo graphic novel pubblicato (come per i titoli appena citati) da Edizioni BD. E che lui stesso è passato a raccontarci.
BELMIELE, UN RACCONTO CHE AFFONDA LE SUE RADICI NEL TEMPO
Ciao Simone, e benvenuto. Lascio a te l'onere delle presentazioni: cosa troviamo nel tuo ultimo graphic novel, "Belmiele"?
“Ciao e grazie! ‘Belmiele’ è la storia dell'omonima bandita che compie con il suo gruppo delle feroci scorribande nella Repubblica de La Faglia D'oro, uno stato circondato da paesi in guerra, che gode di una preziosa neutralità dovuta al suo sistema bancario, ai prestiti che concede ai belligeranti per proseguire i conflitti. Belmiele deruba banche de La Faglia D'oro, brucia la refurtiva e mina così l'equilibrio del paese.”
Come nasce questa storia? C'è qualche ispirazione specifica che ti ha spinto a lavorare su questa storia, o ti ha anche solo indirizzato nelle scelte narrative?
“La protagonista, Belmiele, è nata anni fa in un racconto breve per una rivista autoprodotta, ma ho sempre saputo che la sua vita non sarebbe terminata allora. Solo di recente, però, ho trovato la storia che rendesse giustizia al personaggio. L'ispirazione? Penso sia il grido lancinante di orrore e vendetta che sta lanciando il mondo negli ultimi anni. Non lo sentite? È insopportabile, per cui ho provato a raccontarlo.”
Anche sotto il punto di vista visivo siamo di fronte a un lavoro artistico molto ispirato, e di "Belmiele" sei autore unico - curando sia testi che disegni. Eri orientato fin da principio verso quello che è stato poi il risultato finale, oppure ci sono stati cambi di rotta in corso d'opera?
“Curo quasi sempre testi, disegni e colori nei miei lavori più corposi, trovo che ci sia enorme libertà in questo. Le parole che mi vengono in mente ispirano visioni, per un processo naturale, senza intermediari, frutto di una sola sensibilità. È anche il motivo per cui non ci sono stati molti cambi in corso d'opera, qualche limatura per far passare meglio il messaggio, un po' di editing fisiologico e mirato.”
UNA STORIA CHE CRESCE PAGINA DOPO PAGINA
Qual è stata la cosa più divertente nel lavorare su "Belmiele"?
“Non saprei dire la più divertente, ma quello che mi permette di andare avanti, durante la lunga gestazione di un fumetto, è pensare di esplorare il mondo che sto raccontando pagina per pagina, come fosse un cammino in un paese nuovo, tenuto per mano dai personaggi che lo animano.”
E quella più complessa?
“La cosa più complessa è mantenere vivo il sacro fuoco che dà energia all'opera, non trasformare il processo che, ricordiamo, è lungo e solitario, in qualcosa di meccanico e stanco. Nel caso di Belmiele non c'è stato pericolo: mi bastava ascoltare l'eco delle guerre che ci affliggono per non perdere la concentrazione.”
Sei arrivato a lavorare su questo graphic novel dopo due opere molto diverse - "Fiaba di cenere", del 2022, e "Cuore", del 2024. C'è qualcosa che senti di aver portato con te da quelle esperienze, nel bagaglio artistico, e che hai applicato a questo nuovo titolo?
“Direi la resistenza sulle lunghe distanze e la consapevolezza dei limiti di quello che fai.”
Cosa ti lascia in eredità, in chiave futura, "Belmiele"?
“Penso sia un po' presto per dirlo, però sicuramente il mio stile è maturato, alcune trovate grafiche e narrative sono applicabili ai prossimi lavori.”
A proposito di futuro: c'è già qualche nuovo progetto in cantiere?
“Sto lavorando ad un progetto per l'editoria americana, ma è ancora presto per parlarne. In più ho in mente una storia che riguarda il quartiere dove sono nato e vivo tuttora, ma sto ancora cercando la forma per raccontarla al meglio.”