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Assassin's Creed Black Flag Resynced, un maturo ritorno alle origini

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Author image Dario Vanacore

15 luglio 2026 alle ore 16:00, agg. alle 15:45

Torna sotto i riflettori il quarto capitolo della saga che, tra gameplay classico e implementazioni moderne, prova a dettare il ritmo in vista del futuro

Quello dei videogiochi è un medium dalle tantissime funzionalità. C’è chiaramente la funzione primaria, quella ludica, che li rende catalizzatore delle attenzioni di tutti coloro che cercano una sfida con cui confrontarsi all’altezza delle proprie aspettative. C’è la componente artistica, con titoli che brillano – chi per una caratteristica, chi per un’altra – come opere vivide e pulsanti. C’è poi un’altra proprietà che i videogiochi stanno acquisendo progressivamente, con il passare del tempo: quella di far viaggiare nel tempo.

Sono sempre di più le produzioni videoludiche che tornano dal glorioso passato con remaster e remake. Ai produttori l’onere di riportare sugli scaffali talvolta franchise che sono spariti dai radar, talvolta grandi nomi che invece continuano imperterriti nella loro corsa anche oggigiorno. Con questi ultimi che godono di iniziative che vanno sia appannaggio delle nuove generazioni, sia a chi necessita di una rinfrescata della memoria. E a questa seconda categoria di titoli appartiene “Assassin's Creed Black Flag Resynced”, il titolo targato Ubisoft che trova nuovamente la via degli scaffali a oltre un decennio dalla sua pubblicazione originale arrivando su PS5, Xbox Series X/S e PC.


ASSASSIN'S CREED BLACK FLAG RESYNCED, PIRATA UNA VOLTA, PIRATA PER SEMPRE

Imbastire un nuovo capitolo, di una serie che acquisiva progressivamente slancio, non sarà stata impresa semplice per gli addetti ai lavori. Nessuno poteva immaginare nel 2007, anno di uscita del capostipite della saga, che cinque anni dopo, nel 2012, il quarto episodio, “Assassin's Creed Black Flag” avrebbe dovuto fare i conti con una community di fan tanto importante. E probabilmente nessuno, nel 2012, avrebbe mai ipotizzato che a distanza di quattordici anni quello stesso videogioco avrebbe beneficiato di un remake che ne elevasse la qualità, portandola a sfruttare le tecnologie odierne.

Eppure, proiezioni e ambizioni a parte, siamo qui a parlare di una produzione che si ripresenta agli appassionati in chiave rivista e corretta. E questo sia sotto il profilo della forma, che visivamente pareggia le produzioni contemporanee, che sotto quello del contenuto. La regola principale è il rispetto della tradizione e di una lore che è parte integrante delle narrazioni ad ampio respiro del franchise. Per quanto non manchino aggiunte funzionali e che non snaturano le fondamenta del gioco originale.

Si torna quindi a vestire i panni di Edward James Kenway, un ex corsaro della marina britannica che, all’alba del diciottesimo secolo, si lascia provvisoriamente la propria vita alle spalle e si sposta nei Caraibi per rendere l’area il proprio parco giochi, tra avventure da vivere e fortuna da accumulare. È l’epoca d’oro dei pirati, e infatti la formula ludica alla base di Assassin's Creed Black Flag Resynced (così come quella originale) mixa gli elementi tipici della serie Ubisoft – fatta di esplorazione, momenti stealth e azione – a dinamiche nautiche e marittime.

UN PASSO INDIETRO E DUE IN AVANTI

I contenuti che hanno fatto innamorare i fan nel 2012 tornano quindi sugli schermi anche oggi. Assassin's Creed Black Flag Resynced, in sostanza, potrebbe essere interpretato anche come un “termometro” chiamato a misurare la temperatura della community degli appassionati, per capire quali possano essere le mosse migliori da fare in vista del futuro.

In buona sostanza, quella di Ubisoft è d’altronde anche una mossa celebrativa. Parliamo, alla fine, del primo videogioco cross-gen della saga, uscito prima su PS3 e Xbox 360 e poi, una manciata di mesi dopo, su PS4 e Xbox One. Ma è anche un tentativo di provare a riportare la serie sui binari originali, dopo le derive RPG che non hanno convinto al cento per cento i puristi e i fan di lungo corso.

Non siamo di fronte a un’ammissione di colpa – e non ce ne sarebbe motivo: la sperimentazione richiede spesso il coraggio di fare scelte difficili – bensì a un videogioco che prende il buono da passato e presente e prova a proiettarsi nel futuro con il giusto slancio. Un esempio arriva dal modello di combattimento che, a conti fatti, mixa lo stile classico e quello più moderno degli ultimi titoli.

In sostanza l’impressione è che Assassin's Creed Black Flag Resynced potrebbe essere definito un videogioco-crocevia. Il passato segna e insegna, e provare a trovare i giusti equilibri, come in ogni ricetta che si rispetti, è la strada giusta da imboccare per offrire ai videogiocatori un piatto in grado di solleticare il maggior numero di palati possibile. Non un titolo perfetto in ogni sua forma, ma un prodotto che fa la propria parte, tra istigazione alla nostalgia e proiezioni verso il futuro.

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