Westcross

presenta il suo nuovo album "bar speranza"

Westcross è stato ospite di Niccolò Giustini a Collettivo Zeta, su Radio Zeta, per raccontare la nascita di bar speranza, il suo primo album, uscito il 2 ottobre. Un progetto intimo e ricco di storytelling, costruito insieme al suo producer L’Esterno, che punta sull’essenzialità, togliendo il superfluo per lasciare spazio alle storie e alle emozioni.

Il disco nasce tra i bar di periferia di Padova, luoghi vissuti e osservati dall’artista, che diventano il filo conduttore dell’intero racconto. Ogni canzone rappresenta una faccia diversa del bar: uno spazio in cui si incontrano persone, solitudini, momenti di festa e fragilità, senza bisogno di fingere o di essere qualcun altro. Un luogo simbolico, non necessariamente reale, in cui chiunque può riconoscersi e trovare la propria speranza.

Durante l’intervista, Westcross ha raccontato anche la collaborazione con Andrea Pennacchi, protagonista del video di presentazione del progetto, nata dopo aver assistito a un suo spettacolo e avergli proposto personalmente l’idea. Spazio anche ai featuring del disco, da Frah Quintale in Scarabocchi a Massimo Pericolo e Dargen D’Amico, frutto di incontri, stima reciproca e della voglia di condividere la musica con artisti che lo ispirano.

Tra le sue influenze musicali, Westcross ha citato Kendrick Lamar e Mac Miller, senza rinunciare alle colonne sonore e alla passione per il cinema, in particolare per Green Book, da cui arriva una frase presente nell’introduzione dell’album.

Il suo consiglio per ascoltare Bar Speranza? Farlo dall’inizio alla fine, senza saltare nessuna traccia: ogni dettaglio è stato curato con attenzione e contribuisce a dare senso all’intero viaggio.

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