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Ace Combat 8 Wings of Theve, la serie Bandai Namco continua a volare alto

Ace Combat 8 Wings of Theve, la serie Bandai Namco continua a volare alto

Photo Credits: Ace Combat 8 Wings of Theve, Bandai Namco

Dario VanacoreDario Vanacore
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Passano i decenni – tre per la precisione – ma è bello vedere come, da una serie che ha scritto la storia, le conferme continuino ad arrivare

Lo abbiamo ripetuto diverse volte, nel corso degli ultimi mesi, ma è un concetto che evidentemente non passa mai di moda: il fattore nostalgia, al giorno d’oggi, ha un impatto importantissimo su tantissimi settori dell’intrattenimento. Basti prestare un orecchio alle nostre frequenze per rintracciare, tra le nuove produzioni musicali, sonorità anni ’80 e ‘90. Oppure spostarsi al cinema, per ritrovare grandi glorie del passato che tornano in tutto il loro splendore – negli ultimi anni, per capirci, pellicole come “Top Gun Maverick” e “Scream 7”.

Lo stesso accade ovviamente nel mondo dei videogiochi, un ecosistema che vive di sequenzialità. Questo, ovviamente, se e quando il successo di un prodotto e i conseguenti incassi lo permettono. La tradizione è però un onere e al contempo un onore che solo i migliori possono permettersi di portare avanti. Serve duro lavoro e, soprattutto, buone idee che siano in grado di introdurre innovazione. Senza però lasciare eccessivamente il sentiero battuto, quello che ha permesso al franchise di riferimento di spiccare il volo.

Usiamo quest’ultimo modo di dire non a caso, considerando il fatto che il videogioco sotto la lente d’ingrandimento quest’oggi è “Ace Combat 8 Wings of Theve”, il nuovo capitolo dello storico franchise targato Bandai Namco che si fa carico di portare avanti una lunga tradizione.


ACE COMBAT, TRENT’ANNI DI CARRIERA SENZA MAI VOLARE BASSO

Quello della serie Ace Combat è sempre stato un compito molto ambizioso: racchiudere all’interno di una produzione videoludica la quintessenza del combattimento aereo, senza però che gli eccessivi tecnicismi prendessero il sopravvento sull’immediatezza del gameplay. Un risultato che è stato raggiunto da subito, fin dall’esordio, datato 1995, del primo storico “Air Combat”. Un videogioco che, su suolo giapponese, arrivò con l’iconico nome (Ace Combat) che, ancora oggi, fa sognare milioni di appassionati in tutto il mondo.

Oltre trent’anni di carriera per il franchise targato Bandai Namco, un lasso di tempo nel quale sugli scaffali si sono avvicendati numerosi capitoli, ognuno dei quali si è fatto carico di portare avanti la tradizione. Una vera e propria epopea che non conosce confini, e che ha toccato numerose generazioni di console. Dall’iconica Playstation fino alle piattaforme di ultima generazione – PS5 e Xbox Series X/S – passando ovviamente per tutte quelle che si sono posizionate nel mezzo. Senza distinzioni di sorta tra home gaming e videogioco portatile, complici i capitoli dedicati alle periferiche handheld Nintendo – Game Boy Advance e Nintendo 3DS – e a PS Vita di Sony.

Una serie che, con la capacità di mixare sapientemente elementi narrativi fictional e storia vera, ha riprodotto in salsa digitale conflitti in cui le capacità aeronautiche dei videogiocatori sono chiamate a fare la differenza. E anche in questo caso, con buona pace delle forze di accelerazione G (che lasciamo tranquillamente ai professionisti) c’è ancora una volta una matassa da districare.

UN FRANCHISE IN CRESCITA, MA NEL RISPETTO DELLA TRADIZIONE

Passano gli anni, i decenni, ma quando si dice Ace Combat c’è un solo imperativo: manetta full gas e riportiamo a casa le penne digitali. Un compito sempre difficile, ma che nel corso del tempo è divenuto ancor più complesso. Non può essere altrimenti quando le tecnologie mettono a disposizione degli sviluppatori strumenti sempre più sofisticati. E che consentono di sperimentare su aspetti che prima era possibile soltanto ipotizzare.

Ace Combat 8 Wings of Theve arriva all’appuntamento con i propri fan con grandi aspettative da soddisfare. La prima è sicuramente figlia di un’assenza prolungata dalla scena, considerando come il diretto predecessore, “Ace Combat 7: Skies Unknown”, sia arrivato sul mercato nel 2019. La seconda è relativa al consueto equilibrio tra innovazione e tradizione: vietato adagiarsi sugli allori, consapevoli della potenza intrinseca del brand ma, al contempo, non provare a strafare rischiando di far storcere il naso ai puristi della saga. Un gioco di equilibri delicatissimo, dove l’errore è sempre pericolosamente vicino.

Prima di addentrarci nelle disamine contenutistiche, è bene sottolineare come il franchise – e questo nuovo capitolo segue la linea, in tal senso – non abbia mai avuto velleità simulative. Siamo di fronte a una produzione che porta sugli schermi velivoli che, per sommi capi, rispettano le leggi della fisica nelle loro evoluzioni, per quanto si chiuda un occhio su alcuni aspetti. Come, ad esempio, la quantità di elementi relativi all’arsenale in dotazione in ogni missione (dove li hanno messi tutti quei razzi??? Ndr).

Meglio così, a ben pensarci, considerando come l’immediatezza dei controlli e l’elevatissima adrenalina siano sempre stati i principali punti di forza del franchise. Un frenetico via vai tra le nuvole, spesso nel ruolo di martello e talvolta in quello di incudine, in scambi di piombo ad alto coefficiente di spettacolarità. Missione dopo missione, a soddisfare la fame di novità degli utenti ci penserà un senso costante di progressione. Tra nuovi velivoli e miglioramenti per quelli in uso, le circa venti ore necessarie per arrivare ai titoli di coda fuggiranno via dalle mani che sarà un piacere.


IL VIDEOGIOCO STRIZZA L’OCCHIO ALLA REALTÀ

Un altro dei grandi pregi di Ace Combat 8 Wings of Theve sta nella sua capacità di costruire una trama che strizza considerevolmente l’occhio alla stretta attualità. Senza scendere nei dettagli, per non rovinare il piacere della scoperta, basti sapere che anche questa volta il team di sviluppo ha fatto gli straordinari per vestire di coerenza storica il proprio videogioco. Un valore aggiunto non da poco, in un contesto contemporaneo (purtroppo) fortemente dominato dalle notizie che arrivano dai diversi fronti bellici in essere.

Questo, unitamente a performance grafiche di altissimo livello – complici gli hardware delle console dell’attuale generazione videoludica (il gioco è stato provato su PS5) – elevano ancor di più la qualità complessiva della produzione targata Bandai Namco. Siamo di fronte a una gradita ulteriore conferma da parte degli addetti ai lavori. Non che siano mai maturati dubbi, ma è pur vero che a distanza di tempo – al pari di Tom Cruise in “Top Gun Maverick” – gli sviluppatori si saranno domandati, tra il serio e lo sbruffoncello andante, “vediamo se sappiamo ancora come si fa”. Una domanda (senza interrogativo finale) a cui rispondiamo noi: decisamente sì.